Dopo il Covid-19, l’attività fisica in bici sarà scaricabile dalle tasse?

2 Aprile 2020

Immaginiamo il futuro dopo il Coronavirus, quando tutto questo sarà finito.

Il Covid-19 e tutto il suo fardello hanno prodotto diverse situazioni interessanti :

  • Ci siamo accorti di essere un paese vecchio, malato e debole: solo l’1.1% dei decessi non presentava patologie pregresse. Nel 75% dei casi i deceduti soffrivano di ipertensione arteriosa. La stragrande maggioranza dei decessi ha interessato persone sopra i 75 anni;
  • Il Ministero della Salute, per la prima volta nella storia della Repubblica, si è reso conto che l’attività fisica è un’arma per combattere le malattie;
  • In molte parti del mondo si sta assistendo a un boom della bicicletta, perché la gente non vuole usare i mezzi pubblici (+53% nella sola New York).
  • I genitori si sono resi conto che se chiudi in casa un bambino e lo privi del movimento sostituendolo con i video di Masha e Orso ne comprometti seriamente la stabilità emotiva. 800 firme a Milano per una petizione per un’ora d’aria al giorno ai bambini, per farli sfogare, più la direttiva che permette di passeggiare nel proprio isolato per un genitore con figli minorenni.

Ora, quando tutto sarà finito, immaginiamo di aver capito finalmente che un individuo sano, che si muove in bicicletta, che fa attività fisica quotidiana, è un soggetto meno incline ad ammalarsi. E che partendo da questa considerazione il Governo decida di:

  • Incentivare l’uso della bici negli spostamenti quotidiani, attraverso politiche di incentivo all’acquisto e di riduzione del parco auto circolante. E’ stato visto che il bike to work è il sistema più efficace per ridurre la sedentarietà e rendere abituale l’attività fisica;
  • Rendere l’attività fisica scaricabile dalle tasse esattamente come una spesa medica o farmaceutica. Come anche l’acquisto di una bici o di un attrezzo ginnico venga ritenuto un costo scaricabile, come si fa coi presidi medico-chirurgici;
  • Di formare i medici di base per renderli in grado di prescrivere l’attività fisica come terapia per i malati cronici di diabete, ipertensione, cardiopatia (i più colpiti dal Coronavirus). La stragrande maggioranza delle sperimentazione in giro per il mondo ha mostrato come il medico di base sia la figura di riferimento per far avvicinare all’attività fisica persone sopra i 60 anni (un’altissima parte della popolazione italiana);

Immaginate per un attimo che l’idea di “creare” un italiano fisicamente più forte e resistente alle infezioni diventi un programma governativo per evitare che tutto questo si ripresenti ancora.

Immaginiamolo per un attimo.

Se possiamo immaginarlo, potrebbe anche succedere.

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