L’Associazione Ciclisti denuncia Striscia la Notizia e il comico Omar Fantini

1 Novembre 2021

I servizi di Striscia la Notizia su ciclabili e segnaletica stradale non sono affatto piaciuti all’ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani) che ha deciso di procedere per vie legali, esattamente come aveva già fatto in passato nei confronti degli autori di messaggi di odio verso i ciclisti sul web. Lo comunica l’Associazione in una nota, in cui viene evidenziato il messaggio distorto dato non solo dai servizi dell’inviata di Striscia la Notizia Chiara Squaglia (come abbiamo raccontato anche su Bikeitalia) ma anche i contenuti del monologo-shock del comico Omar Fantini della trasmissione Honolulu di Italia 1.

Striscia la Notizia Chiara Squaglia

“Ironia fuori luogo sulla violenza stradale”

“Negli ultimi giorni – scrive l’ACCPI – più trasmissioni televisive hanno fatto ironia sui ciclisti sulle strade e su un tema, che non ammette prese in giro, come la violenza stradale. Il mondo degli appassionati pedalatori è comprensibilmente insorto contro Omar Fantini, il comico che in un monologo recitato durante una puntata di Honolulu su Italia 1 ha attaccato pesantemente i ciclisti, così come contro i servizi di Chiara Squaglia per Striscia La Notizia su Canale 5, che ultimamente ha preso di mira i cartelli che invitano al rispetto della distanza di sicurezza tra automobilisti e ciclisti di un metro e mezzo. Anche i corridori professionisti che sulle strade si allenano quotidianamente per lavoro non hanno apprezzato questa ironia senza buon gusto e buon senso, per questo hanno deciso tramite l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani di procedere per vie legali come fatto per chi aizza alla violenza verso i ciclisti sul web”.

Su Bikeitalia abbiamo sottolineato il “metodo Striscia” nel trattare l’argomento ciclabili che crea confusione e finisce per vanificare ogni forma di dibattito costruttivo, propalando informazioni parziali e distorte senza dare ai telespettatori la possibilità di farsi un’idea basata sui fatti e sostenendo che le corsie ciclabili disegnate sulla carreggiata e le sperimentazioni di urbanismo tattico portate avanti da alcune amministrazioni siano fuorilegge. Sulla questione “Omar Fantini”, invece, qualche giorno fa era intervenuto con una lettera aperta su Facebook anche l’ultracyclist Omar Di Felice, stigmatizzando il monologo-shock contro i ciclisti del suo omonimo:

Rispetto per i ciclisti

Su questi ultimi episodi anti-bici di casa Mediaset, il commento del presidente dell’ACCPI Cristian Salvato è netto: “In un Paese civile non è ammissibile che programmi generalisti trasmettano espressioni come ‘ciclisti maledetti, che verrebbe voglia di avere una Mercedes con il mirino per…’, ‘ciclabili folli’, ‘segnaletica da capogiro’. Un tema importante e delicato come la sicurezza stradale e le piste ciclabili non può essere affrontato con tanta incompetenza e criticando azioni di Comuni virtuosi che stanno cercando di fare il possibile per la ciclabilità, nonostante manchi un impegno concreto a livello centrale”.

Il comico di Honolulu Omar Fantini durante il monologo-shock contro i ciclisti andato in onda su Italia 1
Il comico Omar Fantini durante il suo monologo-shock contro i ciclisti andato in onda nel programma Honolulu di Italia 1

“Le nostre autorità è da anni che promettono senza mantenere, non dimentico le parole spese sulla tomba di Michele Scarponi, le reazioni indignate alla nostra idea di far causa allo Stato Italiano dopo aver pianto Silvia Piccini. Solo due esempi di ragazzi che pedalavano da soli in allenamento e sono stati uccisi da chi guidava un mezzo pesante e non prestava attenzione agli altri utenti della strada. In Italia muore ammazzato un ciclista ogni 35 ore, tanti altri rimangono paralizzati o con conseguenze permanenti. E per ciclista non intendo solo atleti professionisti, ma madri, padri, figli, fratelli e sorelle… Non c’è nulla da ridere, anzi c’è da disperarsi. Le istituzioni non possono restare inerti, semmai sono loro che fanno ‘ridere’ con le loro parole al vento che non si tramutano mai in leggi, bisogna agire concretamente per fermare questa strage. Noi faremo tutto il possibile nelle dovute sedi per garantire il diritto alla viabilità sicura per tutti, a partire dai bambini che vanno a scuola usando la bicicletta”, conclude il presidente dell’ACCPI.

Come sottolinea nella sua nota dell’ACCPI Omar Fantini e Chiara Squaglia, le redazioni dei programmi per cui lavorano e le reti televisive che hanno permesso ai loro servizi di andare in onda in prima serata hanno ferito profondamente chi ha perso una persona cara a causa della violenza stradale, che hanno ridicolizzato in maniera inaccettabile. Marco Cavorso, delegato alla sicurezza di ACCPI e papà di Tommaso, che a 13 anni nell’agosto del 2010 fu investito da un 36enne alla guida di un furgone mentre si allenava in bici da solo, promette di non fermarsi finché ci sarà giustizia.

“I ciclisti chiedono rispetto”

“Una tristezza infinita Tommy. Non c’é rispetto. Non c’é etica. Non c’é consapevolezza. L’uomo che ti ha ucciso, non lo ha fatto da solo. È nel corpo e nelle parole di tanti altri, che forse non lo sanno neanche, senza che questo li liberi dalle loro responsabilità. Ma uno alla volta li affrontiamo tutti Tommy, insieme, perché tu e tutti i ragazzi e le ragazze uccisi sulle strade dalla loro protervia e violenza, ne avete pieno diritto. Li combatteremo con le uniche armi che noi sappiamo imbracciare, il cuore e la ragione. Dopo il signore di Pistoia, quello di “investire 1 ciclista per educarne 100” ora toccherà al comico che vuole “mettere il mirino alla sua Mercedes per investire meglio i ciclisti”. La giustizia richiederà del tempo come per il primo, ma arriverà il conto anche a lui come a tutti coloro che lo faranno in futuro. Tommy per te, per Silvia, per Nicola, Thomas, Simone, Marco e tutte le altre vittime della violenza dell’uomo sulle strade italiane. Ve lo prometto!” ha scritto in un toccante messaggio Cavorso, che al suo fianco ha tutti i ciclisti e le cicliste della massima categoria e chiunque si sia sentito offeso da quanto trasmesso in tv.

“I morti sulle strade non fanno ridere: i ciclisti chiedono rispetto”. Un appello, quello dell’ACCPI, che facciamo nostro e rilanciamo anche su Bikeitalia.

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Commenti

7 Commenti su "L’Associazione Ciclisti denuncia Striscia la Notizia e il comico Omar Fantini"

  1. Antonio D'Angelo ha detto:

    Più che scusarsi ho avuto l’impressione che abbia tentato di girare la frittata facendo la vittima. Trovo, tuttavia, apprezzabile il fatto di metterci la faccia! X favore automobilisti e ciclisti, cerchiamo di essere tutti più attenti e rispettosi.
    Antonio, Forlì (ciclista e automobilista).

  2. Pierpiero ha detto:

    Ubi maior minor cessat.

  3. Alessandro ha detto:

    Per par condicio il comico ha postato un video in cui ammette di aver pronunciato una battuta infelice ma da qui a denunciarlo dopo averlo crocifisso in pubblica piazza è eccessivo. Perché non coinvongerlo in un’iniziativa piuttosto? E poi c’è un odio e un rancore che mette i brividi a leggere i commenti che ha ricevuto; se questo è il rispetto chiesto dai ciclisti mi chiedo come facciamo a pretenderlo. Per quanto riguarda i servizi su Striscia avete ragione, dovrebbero analizzare il problema nel profondo anzichè fare la gag.

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Per completezza d’informazione, questo è il link al video di scuse di Omar Fantini su Instagram: https://www.instagram.com/tv/CVqLS7Sq5oC/?utm_medium=copy_link lui ha recitato il monologo anti-ciclisti, ma c’è una diretta responsabilità degli autori del programma e della rete che lo ha trasmesso. E il video del monologo circola ancora liberamente sul web, è visionabile in chiaro sul portale Mediaset Infinity. A mio avviso Italia 1 dovrebbe rimuoverlo e mettere al suo posto un video di scuse, assumendosi la responsabilità dell’accaduto.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  4. Saronni ha detto:

    Si dovrebbe stare più attenti con autisti che non sanno guidare e con i ciclisti che credono abbiano diritto sulle strade più degli altri.. Odio chi guida i suv e non si rende conto del pericolo che causa e i ciclisti che a costo di fare i finti sportivi invadono le strade in salita… in gruppo e in discesa… Quando i pessimi ciclisti incontrano i pessimi autisti… Succede il patatrac… Ma a rimetterci sono loro perciò…. State più attenti

  5. eraldo silba ha detto:

    L’Italia é un paese incivile. Siamo lontani anni luce dall’avere VERE piste ciclabili sicure che permettano a tutti coloro vogliano spostarsi in bicicletta di farlo in sicurezza. Parlo per esperienza diretta da ciclista da oltre 50 anni. Ho girato tutta l’Italia e buona parte dell’Europa in bici e così mia moglie…ci spostiamo quasi esclusivamente in bici ogni giorno e ogni volta al rientro ringraziamo il cielo di essere tornati sani e salvi. Forse tra 4 o 5 cambi generazionali e politici si potranno vedere dei miglioramenti. Speriamo.

  6. Ivano ha detto:

    E una vergogna quando si vedono i ciclisti travolti da un qualsiasi tipo di mezzo a motore ci indignano e poi siamo i primi a criticarlo perché tanto un comico può fare lo ironia della morte.

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