Biomeccanica: atlante dei dolori del ciclista e come risolverli

Biomeccanica: molti ciclisti prendono in considerazione questa parola solo quando avvertono dei dolori in bicicletta. Spesso la visita biomeccanica viene vista come la prima soluzione per risolvere fastidi, dolori, infiammazioni e problematiche varie in bicicletta. È la soluzione migliore? Come può essere affrontata?

Biomeccanica: i dolori del ciclista

Partiamo da un’analisi che abbiamo realizzato sull’incidenza dei dolori nei 300 ciclisti che si sono rivolti al nostro studio di biomeccanica di Monza nel 2019. A ogni ciclista che effettua una visita con noi viene inviata un’intervista preliminare di 60 domande, con la quale noi possiamo adattare la visita alle esigenze e necessità specifiche del ciclista, poiché crediamo fermamente che il lavoro del biomeccanico debba essere individualizzato sul cliente. Le posizioni “uguali per tutti” lasciano il tempo che trovano. Tra le domande che facciamo ai ciclisti c’è ovviamente quella dei dolori. Ecco qui l’incidenza dei dolori in bici:

biomeccanica dolori ciclista

Come vedete dal grafico i quattro problemi più diffusi sono, nell’ordine: formicolio alle mani, dolori appoggio in sella, mal di schiena e dolori alle ginocchia.

I primi due sono relativi ai punti di contatto mentre il terzo e il quarto sono più correlati al movimento che il ciclista effettua sulla bici.

Biomeccanica: come affrontare i dolori del ciclista

biomeccanica dolori ciclista

Ora che abbiamo un’idea dei dolori più comuni che il ciclista medio prova in bici, è tempo di valutare le azioni da intraprendere per risolverli. Per farlo però dobbiamo capire che non possiamo affrontare tutti i problemi da un unico punto di vista, bensì dobbiamo cercare di capire le cause del problema. Molto spesso dove il ciclista percepisce il dolore non è la sede del problema bensì è solo il punto il cui il corpo ha trovato sfogo e sicuramente la causa è a monte o a valle del punto dolente. Inoltre bisogna saper comprendere se il problema è determinato dall’uso della bici o ha cause esterne che poi si evidenziano in modo particolare durante la pedalata.

Partiamo dal dividere i dolori tra quelli determinati dai punti di appoggio, quelli del movimento e quelli da sovraccarico.

Problemi di interfaccia coi punti di appoggio

In questo caso si tratta di dolori o fastidi che nascono dall’interfaccia tra i tessuti e i punti di appoggio con la bici. Tra questi problemi annoveriamo i fastidi in sella, l’addormentamento dei piedi o il formicolio alle mani. Spesso questo problemi sono relativi alla posizione del ciclista sulla bici e soprattutto a come scarica il peso. In questi casi è fondamentale valutare la posizione dei punti di appoggio e dei tessuti che vi vanno a contatto, per cui definire la posizione del perno del pedale rispetto alle dita dei piedi, l’appoggio in sella rispetto ai genitali e al perineo e il punto di compressione della mano, se avviene a livello ulnare o mediale.

Problemi dovuti al movimento

Il ciclista si muove durante l’intero arco di pedalata. Da un lato il movimento è visibile sul piano sagittale ed è dovuto alle gambe che si flettono ed estendono. Ma esistono numerosi movimenti di stabilizzazione sul piano frontale che riguardano il ginocchio, la pelvi e le spalle e sono meno facili da identificare. In questo caso è importante valutare se il movimento di queste articolazioni è funzionale e rientra nei parametri determinati dagli studi scientifici o se è disfunzionale. È fondamentale per esempio valutare se non vi siano asimmetrie di movimento tra il lato destro e sinistro del corpo, poiché spesso i dolori dovuti al movimento non sono mai bilaterali. Questi tipi di problemi molto spesso sono correlati anche alla postura della persona al di fuori della bici, alla sua stabilità pelvica e alla lunghezza dei muscoli. Purtroppo questi problemi sono più difficili da eliminare per il ciclista, perché spesso richiede un approccio anche al di fuori della bici, con allenamento della forza e miglioramento della stabilità propriocettiva.

Dolori da sovraccarico

I dolori da sovraccarico invece sono dovuti all’eccessiva usura dei tessuti. Il ciclismo è uno sport ripetitivo, dove il ciclista ripete lo stesso gesto milioni di volte. Dato che il movimento spesso viene eseguito a livello sottocorticale (quindi con il “pilota automatico”) è possibile che si producano frizioni a livello delle cartilagini e dei tendini che sfocino in sovraccarichi. Il fatto è che i muscoli impiegano 4 settimane per migliorare il proprio trofismo, le ossa 12, i tendini 16 e le cartilagini addirittura 40 settimane per modificare la propria struttura. Questo fa sì che i muscoli si adattino velocemente ai nuovi carichi di lavoro mentre tendini e cartilagini facciano più fatica e siano spesso le vittime dei sovraccarichi allenanti. In questo caso si dovrà lavorare al di fuori della bici, con un fisioterapista per risolvere l’infiammazione e poi tornare sulla bici a piccoli passi, poiché la recidiva, in questo tipo di problemi, è molto alta. 

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