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Il controllo del telaio della bici

Bikelife, Meccanica, Telaio • di

Cadute, incuria o il semplice passare del tempo possono avere effetti poco piacevoli sul telaio della nostra bicicletta, che può riportare graffi, bozze o danni più o meno evidenti. In questo articolo vedremo come effettuare un controllo visivo completo del telaio, alla ricerca di eventuali difetti o problemi strutturali.

Il controllo del telaio: perché e quando farlo

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Solitamente si pensa al telaio come a qualcosa di eterno e immutabile, poiché si cambiano i componenti soggetti a usura, si effettuano upgrade della trasmissione o di altre parti ma del telaio ci preoccupiamo poco. In realtà anch’esso subisce l’aggressione degli agenti atmosferici e le cadute ed è persino l’utilizzo stesso a diminuirne lentamente le caratteristiche di resistenza e durata. Infatti i telai sono soggetti a fatica, ovvero a quella sollecitazione molto subdola che sottopone le sezioni resistenti a cicli di carico continuativi, che a lungo andare ne peggiorano le doti di resistenza fino a produrre una cricca o una rottura. Studi tecnici hanno dimostrato che un telaio per bici da corsa in fibra di carbonio comincia a mostrare segni di fatica nella zona della scatola del movimento centrale dopo 100.000 km di percorrenza (un pro rider impiega circa 3 anni per coprire tale distanza) mentre un telaio in acciaio dimostra segni di affaticamento circa dopo 500.000 km di utilizzo. Questi dati ovviamente dipendono dalla qualità dei materiali e della costruzione del telaio.
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Oltre a individuare i segni della fatica, quando è utile passare in rassegna i punti più critici del telaio, alla ricerca di danni evidenti? Vediamo i più comuni:
Caduta: in seguito a una caduta (avvenuta sia durante l’utilizzo che in fasi in cui la bici non viene usata, come per esempio una caduta mentre la si sta trasportando) bisogna sempre controllare il telaio per verificare che non vi siano danni strutturali o perdite di allineamento dei tubi;
Rumorosità anomala: se la bicicletta emette dei rumori che non riusciamo a risolvere né a eliminare, è bene dare un’occhiata al telaio per verificare che non ci siano crepe;
Acquisto di una bici usata: se state per acquistare una bicicletta usata, soprattutto se lo fate da un privato, prima di concludere l’accordo passate attentamente in rassegna il telaio;
Controllo periodico: se non si presentano problemi evidenti è comunque una buona pratica valutare lo stato del telaio almeno una volta all’anno, meglio farlo sia in primavera che in autunno, prima e dopo l’uso intensivo della bicicletta che si fa in estate.

Il controllo del telaio: cosa guardare

Cominciamo a passare in rassegna i punti più critici del telaio. Per tutte le zone e i controlli da fare verrà indicato come comportarsi sia per telai in acciaio / alluminio che per quelli in composito, poiché necessitano di approcci differenti.

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Controllo 1: Stato superficiale della vernice

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Diamo uno sguardo d’insieme allo stato della vernice del telaio, al fine d’individuare punti di corrosione, usure, graffi o crepe evidenti.
Acciaio / Alluminio: eventuali graffi della vernice non devono preoccupare a meno che non si tratti di vere e proprie “strisciate”, che indicano che c’è stata una caduta (e quindi un possibile disallineamento dei tubi). Se il telaio presenta delle zone in cui la vernice è saltata e si vede il metallo sottostante non ci si dovrebbe preoccupare, perché dovrebbe bastare una sabbiatura e una riverniciatura per riportare tutto allo stato originale.
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Controllate le cromature, poiché se sono molto arrugginite e in alcuni punti lo stato di cromo si sta sfogliando, significa che sono compromesse ;
Fibra di carbonio: in questo caso graffi e crepe sulla superficie della vernice sono problemi ben più gravi. Innanzitutto la rimozione dello strato protettivo può esporre le fibre direttamente ai raggi UV, che hanno l’effetto di invecchiare velocemente il composito.
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Inoltre bisogna controllare che non ci siano zone dove il colore varia notevolmente, poiché può indicare la presenza di una crepa interna. Se state valutando un telaio usato e notate un adesivo in un posto poco visibile, chiedete di sollevarlo poiché potrebbe essere stato applicato per nascondere un difetto;

Controllo 2: Cannotto di sterzo

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Acciaio/Alluminio: la zona più sollecitata dell’intera bicicletta è il tubo di sterzo, poiché è il terminale ultimo delle sollecitazioni provenienti dalla ruota anteriore.
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Controllate che non vi siano pieghe strane o ricalcamenti di materiale sui tubi orizzontale e obliquo, poiché possono indicare i postumi di un impatto frontale. Graffi e difetti della vernice non sono sintomi gravi;
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Fibra di carbonio: controllare lo stato superficiale della vernice e valutate bene la planarità dei tubi. Inoltre controllate che il cannotto di sterzo non presenti crepe nella parte inferiore, quella a contatto con la forcella;


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Controllo 3: Scatola del movimento centrale

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Capovolgete la bici e controllate la scatola del movimento centrale. Sia che il telaio sia in acciaio-alluminio o in composito, dovete controllare bene che non vi siano crepe che indichino una rottura per fatica.
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Inoltre afferrate le pedivelle e provate a muoverle in orizzontale: se avvertite degli scricchiolii significa che c’è qualche problema nel cannotto del movimento centrale;
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Controllo 4: Zona Reggisella

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Altro punto di notevole sforzo, la zona di fissaggio del reggisella sul telaio è tra le più problematiche e quella che può presentare rotture.
Acciaio/Alluminio: verificare che il tubo piantone non presenti bozze, ricalcature o tracce di colpi. Verificate che il sistema di fissaggio del reggisella sia integro e che il reggisella stesso prosegua seguendo la medesima direttrice del tubo piantone (potrebbe aver preso un colpo);
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Fibra di carbonio: oltre a ciò che è stato detto per i telai in acciaio/alluminio, controllate la rumorosità del tubo piantone e del reggisella (se è anch’esso in composito), per verificare che non ci siano zone “vuote”, che indichino la presenza di crepe dovute allo sforzo. Inoltre chiedete di poter estrarre il reggisella: a volte l’uso con pioggia e fango può far inchiodare il reggisella all’interno del piantone;

Controllo 5: Pendenti e forcellini

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Altra zona problematica, che può piegarsi o torcersi.
Acciaio/Alluminio: controllare il ponticello dei foderi orizzontali posteriori, che non deve presentare pieghe strane o crepe. Controllate che la ruota sia in centro ai foderi posteriori e a quelli della forcella e che gli stessi non seguano pieghe strane. Controllate che i foderi della forcella abbiano entrambi la stessa curvatura (o direzione in caso di forcelle con pendenti diritti), poiché in seguito a un colpo frontale uno dei due può torcersi. Verificate che la ruota non stia sfiorando il tubo piantone in modo anomalo e che entrambe ruotino liberamente senza toccare nel telaio;
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Fibra di carbonio: controllate la zona intorno al forcellino posteriore (solitamente fissato con una o due viti). Dai punti di fissaggio non devono partire crepe nella vernice. Verificate la planarità dei foderi (per farlo servirebbe un utensile apposito ma anche a occhio si possono individuare cambi di direzione molto accentuate);

Controllo 6: Manubrio e reggisella

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Di qualunque materiale siano il manubrio o il reggisella, afferrateli per l’estremità e provate a piegarli: dovete avvertite la resistenza offerta e non devono emettere scricchiolii anomali. Se nel caso del composito avvertite dei rumori striduli non usate il componente o, se state acquistando una bici usata, lasciate perdere la compravendita.


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Concludendo

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Il controllo del telaio non impegna per più di 10 minuti ma è una pratica che consente di prendere visione di problemi gravi che possono tramutarsi in rotture durante l’utilizzo. Inoltre questa operazione permette di valutare accuratamente una bici usata prima di acquistarla, evitando le classiche “fregature”.






3 Risposte a Il controllo del telaio della bici

  1. Marco ha detto:

    Buongiorno,
    Relativamente all’ articolo “Il controllo del telaio della bici”, quanto secondo voi potrebbe contribuire la radiografia o l’ecografia del telaio?

    Cordiali Saluti
    Marco Sorbello

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Marco,
      gli esami radiografici sono dei controlli avanzati (e costosi) che si applicano solo in determinati casi e se il telaio ha un valore tale da giustificare la spesa. Nei telai in acciaio/alluminio/titanio l’esame rediografico si utilizza per verificare la tenuta delle saldature e controllare che non vi siano cricche o ritiri che possano inficiarne la durata e la resistenza. Nella fibra di carbonio invece si usano esami a ultrasuoni o termografici per controllare che non ci siano alterazioni della fibra o della resina.

      Buone pedalate!

      Omar

  2. Matteo ha detto:

    Ciao, vorrei sapere di una bici che mi è stato detto essere in carbonio. Posso mandarvi qualche foto?

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