In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 1

26 Novembre 2013

Il diario integrale del viaggio in bici dalle Alpi all’Etna, brevemente riassunto qui.

Daniele
Il viaggio in tappe:
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 1
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 2
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 3
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 4
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 5
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 6

14/09/2013 – 1º giorno

Arrivo commosso con gli amici Giacomo, Alan, “Panda” e il piccolo Bengio in vetta al Tambò con i suoi 3279m di altitudine, azzero il contakm GPS, inizia il mio viaggio.
Da qui sarò come la neve che si scioglie su queste vette, come acqua scenderò a valle e sfocerò in Adriatico per poi scendere lungo la costa fino in Sicilia.

Prima giornata piena di emozioni per l’avventura che sta iniziando; di buon mattino siamo in marcia dal Passo Spluga verso la Cima del Tambò, io Giacomo con il piccolo Bengio, Alan e un nuovo amico “Panda”.
Le variabili condizioni meteo e l’abbassamento delle temperature dei giorni scorsi, ci hanno regalato, nella parte alta, un terreno con condizioni molto simili a quelle invernali, ma la temperatura e l’assenza di vento di oggi erano del tutto estive.
Dalla vetta inizia il vero viaggio, foto di rito, azzero i dati GPS e si scende a valle con tutta l’Italia davanti adesso.

Al passo Spluga, finita la discesa a piedi dal Tambò, trovo il presidente della Comunità Montana della Val Chiavenna che mi consegna un gradito ricordo per me e per il mio comune di origine; foto di rito al Passo-Confine tra Italia e Svizzera e in sella raggiungo il fondo valle.
Togliendo i 1250m di dislivello positivo per raggiungere il punto di partenza di questa avventura, la vetta del Pizzo Tambò 3279m , rimangono per questa prima tappa i 3000m di dislivello negativo per raggiungere il fondo valle con 40km di sviluppo fatti a piedi e in bici.
L’avventura ha inizio.

biciviaggio

15/09/2013 – 2º giorno

Se il detto non sbaglia, questo sarà un viaggio fortunato: pioggia, come previsto.
L’idea di anticipare la salita al Tambò di un giorno è stata azzeccata, oggi con questo tempo non avremmo potuto raggiungere la vetta.

Partito con calma da Chiavenna, oggi tappa di rodaggio, se così si può dire, dopo 79km pianto la tenda in un “mini paradiso” scoperto per caso sotto Lecco , quando si suol dire “la provvidenza” .
Una bella giornata sotto la pioggia che, tranne circa 40 minuti, non ha mai smesso di cadere, più o meno forte, fin dalla partenza…
Domani previsto bel tempo. Speriamo.

solo

16/09/2013 – 3º giorno

Questa notte la pioggia mi ha fatto da sonnifero. Mi sveglio di buon ora, 6.30, il tempo di uscire dalla tenda per iniziare ad organizzarmi e arriva un vecchietto imbronciato che mi fa notare che mi sono accampato davanti l’ingresso del suo casotto. Lo ringrazio nonostante non voglia sentir storie e mi affretto a smontare il campo. Mi lavo e faccio colazione presso una fontanella poco vicino, il Medale e il Resegone mi sovrastano.
Oggi non piove, l’intenzione è quella di seguire una ciclabile lungo l’Adda fino a Cassano d’Adda e poi tra strade provinciali fino a Cremona.

La ciclabile però si rileva un bellissimo sterratone, bello si ma non per il mio “assetto” attuale, così in breve riguadagno l’asfalto, il dilemma è se tenere la sfonda destra o sinistra del fiume per raggiungere Cassano, chiedo in giro, pareri discordanti. Allora decido io, un po’ di qua un po’ di là. Dopo una bella salita raggiungo Carvico, dove mi fermo a gonfiare la ruota posteriore che mi sembra spompa, dopo neanche un chilometro è tutta a terra, via al cronometro, 12 minuti e sono in sella di nuovo dopo aver tolto il carico, riparato e ricaricato tutto per bene… Da li una bella discesa fino a Cassano d’Adda dove mi fermo a pranzare. Riparto carico e mi dirigo verso Crema, cittadina molto bella; grazie al gps percorro strade poco frequentate e di una bellezza che non mi aspettavo in queste pianure, sono nella zona del fiume Serio e le montagne ormai sono lontane alle mie spalle.

In fine raggiungo Cremona dopo 116 km dalla partenza mattutina; trovo l’unico campeggio in zona e a dire la verità rimango un po’ deluso dalle condizioni (una vecchia roulotte mi ricorda il bus-rifugio del libro “Into the wild”) e dai servizi carenti. Poco importa, la pizza è buona) domani obbiettivo Modena.

[continua]

nebbia

Daniele Maugeri, nato e cresciuto alle pendici dell’Etna, fin dai primi passi la mia vita si è mescolata con gli avvenimenti e le stagioni che si susseguono su “a Muntagna”, il nome con cui, chi vive a stretto contatto con essa, chiama il grande vulcano.
Crescendo intraprendo gran parte delle attività che questo territorio può offrire: sci, Mtb, trekking, scialpinismo, freeclimbing; fino a conseguire il diploma di Maestro di sci, in Alto Adige, riuscendo a fare di una passione anche un lavoro.
Fu così che le mie passioni e il mio lavoro mi portarono lontano dalla mia terra d’origine, spostandomi tra AltoAdige e Val Chiavenna; ed è proprio dalla cima principale e più alta della val Chiavenna, il pizzo Tambò, al confine tra Italia e Svizzera, che partirà il mio viaggio, in occasione del 150° anno dalla fondazione del Club Alpino Italiano, che unirà simbolicamente le cime di queste due montagne agli estremi dell’Italia e per me di grande importanza, come un ritorno alle origini.

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