In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 5

2 Dicembre 2013

Il diario integrale del viaggio in bici dalle Alpi all’Etna, brevemente riassunto qui.

pose

Il viaggio in tappe:
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 1
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 2
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 3
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 4
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 5
In bici dalle Alpi alla Sicilia – Parte 6

13º giorno

Degli avvenimenti di questa mattina immagino che siate già informati; non mi sveglio con i bei colori di un’alba, bensì con un unico pensiero in testa: non voglio fare uso di altri mezzi oltre la mia bici!!! e io che volevo pure passare lo stretto a nuoto ora mi troverei costretto a prendere il treno per colpa di una statale?!? Non sia mai!!!

cancello

Mi fermo all’imbocco della statale, valuto la fattibilità. Il primo tratto dovrebbe essere di 2km circa, prima di beccare uno svincolo da dove ho un barlume di speranza per trovare strade alternative. Vado! Faccio quei 2 chilometri con i battiti a 190/m ma ben presto ne sono fuori. Ora…ora cerchiamo qualche strada, che grazie alla dritta di qualche agricoltore salta fuori, per poi ritornare a riimmettersi nella statale a 2 km da Policoro, e via dentro di nuovo a 200. E la prima mezza giornata se ne va via con questo scherzetto. Da Policoro il resto della giornata è tutto un recupero sulla tabella di marcia, voglio arrivare almeno fino a Rossano.

compagnia

Approdato ormai nella famigerata Calabria (famigerata per la tortuosa costa), non sono più i paesi ad attirare la mia attenzione, bensì il mare che qui si fa molto bello, e la voglia di fare un bagno appena mi sistemo in campeggio aumenta chilometro dopo chilometro. Metto le mani avanti e mangiando un gelato, ormai quasi arrivato, cerco di contattare un campeggio a Rossano, e meno male, gli unici aperti in zona sono a Marina di Sibari, dietro front di 3 km e trovo un campeggio extralusso a 11€! Salice Club Resort. Mai fatto così in fretta a montare la tenda, subito a mare per un lungo bagno, per poi godermi il tramonto a bordo piscina da dove vi scrivo, ripagato al 100%!!!
Oggi 120km. Tot 1385

sosta

27/09/2013 – 14º giorno

Niente perdite di tempo, l’alba cerca di attirarmi con i suoi raggi, li tra la chioma degli alberi, ma io mi metto subito a fare colazione e ben presto sono alla reception del campeggio-resort a salutare la simpatica receptionist. Vado, Ss106 Ionica, oggi vento assente e la strada non è così ostile come la immaginavo, sempre abbastanza piana.. ogni tanto allungo il collo per sbirciare la costa alla mia sinistra, vedo tratti di costa, tra dune e boschetti, ancora selvatici, come piacciono a me.
Macino un bel po di chilometri, tanto che ben presto sono alle porte di Crotone, un ecomostro in riva al mare zona porto mi da il benvenuto, non lo degno di uno sguardo.

vista

Ho già fatto 100 km ma le gambe sono ok e il tempo a disposizione c’è , così decido di andare oltre Capo Rizzuto, non prima di papparmi un panino al volo in un bar a Crotone, dove trovo dei ragazzi che ci lavorano curiosi ed entusiasti della mia avventura, mi chiedono se sento la stanchezza, e in quel momento mi rendo conto che ero piu stanco dopo la salita-discesa del Tambò. Gentilissimi, mi riempiono la borraccia col ghiaccio: sono in exstasi… gli do i miei link e non può mancare la foto di rito… Ciao ai ragazzi del Cafè Noire. Partendo mi avvertono delle salite, siamo in Calabria, erano già messe in conto… non si fanno attendere ma non sono mai ripide, con costanza vado su e giù un paio di volte fino a scendere definitivamente verso Le Castella, una perla dello Ionio.

scatto

Raggiungo il campeggio, preventivamente contattato telefonicamente durante la breve pausa pranzo. Anche oggi la voglia di mare è tanta, ma quando, dopo aver montato tutto, arrivo nella caletta sotto il campeggio, trovo già l’ombra, quindi sconsolato mi bagno fino alle ginocchia… Per rifarmi questa sera Pizza, in compagnia di un altro cicloviaggiatore appena conosciuto dopo il rientro in campeggio.
Oggi 136km Tot 1521.

sole

29/09/2013

Che giorno è oggi?! Ah il 15º giorno.
Mi sembra una vita che sono in viaggio, intanto oggi, mentre pedalavo, ripensavo ai primi giorni e mi sembrano ieri. Ah, ieri, vero, sono poi andato in pizzeria con il nuovo amico cicloturista, Maurizio, piemontese, che con altri mezzi è arrivato in Puglia e ora da qualche giorno pedala tra Basilicata e Calabria.
Il bello di viaggiare in bicicletta è che ognuno lo fa a modo suo.

Maurizio dall’alto dei suoi 60 anni suonati, ha l’essenziale che gli serve e quello che ha comunque è il massimo della leggerezza. Con una bici che in totale peserà a suo dire intorno ai 34 kg. Poi ci sono io, che praticamente ho tutto quello che mi serve per vivere in completa autonomia sia per quanto riguarda il reparto viveri che per quanto riguarda quello elettrico, praticamente una casa ambulante, che oggi ho avuto modo di pesare da un fruttivendolo. Da qui è partita l’idea di indire il concorso “quanto mi pesa”, in palio le due gomme della bicicletta che hanno rotolato per tutta l’Italia per ben due volte.
Ulteriori informazioni sul concorso seguiranno a breve.
Fatto sta che entrambi siamo dell’idea “ognuno per la sua strada”, è stato comunque bello scambiare due chiacchiere e scoprire che anche lui fa parte del Cai (Cai Uget Torino) quindi contento della mia iniziativa.

salita

Lo saluto dopo una bella discussione di buon mattino al campeggio e vado sotto un sole impietoso, raggiungo ben presto Catanzaro e qui decido ufficialmente di cambiare il programma iniziale che prevedeva il passaggio verso la costa tirrenica per poi arrivare direttamente a Villa S.Giovanni. Visto che la costa Calabro-Ionica si è rivelata amica decido di rimanerle fedele e scendere quindi fino in fondo per poi risalirne un pezzetto per arrivare a Reggio Calabria.
Dopo Catanzaro Marina affronto una galleria, mi vesto da albero di natale e mi butto dentro, fortunatamente é abbastanza corta se pur in salita.

Il pomeriggio che mi aspetta è accompagnato da un vento contrario che alleato con il sole impietoso non mi mollano più, ma ormai entrambi non riescono a scalfire la mia corazza da bronzo di Riace, scalo marcia, abbasso la testa e via lento ma inesorabile, fino a Caulonia (non vi dico che gaffe quando in mattinata ho preventivamente chiamato il tipo del campeggio). Bagno di rito anche oggi, in un mare che ormai mi sa di casa.
Oggi 110km Tot 1632km

posa

Daniele Maugeri, nato e cresciuto alle pendici dell’Etna, fin dai primi passi la mia vita si è mescolata con gli avvenimenti e le stagioni che si susseguono su “a Muntagna”, il nome con cui, chi vive a stretto contatto con essa, chiama il grande vulcano.
Crescendo intraprendo gran parte delle attività che questo territorio può offrire: sci, Mtb, trekking, scialpinismo, freeclimbing; fino a conseguire il diploma di Maestro di sci, in Alto Adige, riuscendo a fare di una passione anche un lavoro.
Fu così che le mie passioni e il mio lavoro mi portarono lontano dalla mia terra d’origine, spostandomi tra AltoAdige e Val Chiavenna; ed è proprio dalla cima principale e più alta della val Chiavenna, il pizzo Tambò, al confine tra Italia e Svizzera, che partirà il mio viaggio, in occasione del 150° anno dalla fondazione del Club Alpino Italiano, che unirà simbolicamente le cime di queste due montagne agli estremi dell’Italia e per me di grande importanza, come un ritorno alle origini.

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