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Cosa significa essere sedentari?

Attività fisica, News • di 25 Marzo 2019

Cosa significa essere sedentari?

Per spiegarlo dobbiamo prima parlare dell’inattività fisica. Con questo termine indichiamo tutto il tempo, tranne il sonno, che passiamo senza muovere il corpo, ovvero seduti, sdraiati o muovendoci con mezzi passivi, come l’auto. Il sedentario è la persona che per obbligo, come una disabilità o una malattia, o per scelta personale, decide di spendere la maggior parte del suo tempo in condizioni di inattività fisica. Il problema è che questa scelta ha delle conseguenze.

L’Istat indica la sedentarietà come la quinta causa di morte in Italia.

La spiegazione è semplice: il nostro corpo possiede una caratteristica fantastica, l’adattamento. In sostanza si struttura per fare meglio quello che gli facciamo fare. Per cui se lo teniamo fermo, il corpo si adatterà, riducendo il tono muscolare, diminuendo la densità ossea, ridurrà il calibro dei vasi sanguigni. E questa situazione, a lungo andare, apre le porte allo sviluppo di patologie come ischemia del miocardio, diabete mellito di tipo 2, problemi respiratori e osteoporosi. Il fatto è che queste malattie dipendono dalle nostre scelte, per cui è meglio muoversi tanto e muoversi bene, se vogliamo scongiurare questo pericolo.

Secondo alcuni studi, la sedentarietà può essere “calcolata” attraverso il volume di tempo speso in movimento nell’intera giornata. Sia che prendiamo come esempio il numero di passi effettuati che il totale dei minuti passati muovendo il corpo, il risultato con cambia. Per essere considerati fisicamente attivi, dobbiamo effettuare almeno 90 minuti di movimento, anche non continuativi. Ora la domanda importante è questa: quanto siete fisicamente attivi? Provate a guardare la tabella riportata qui sopra e rispondete con onestà. Siate onesti con voi stessi perché, moltissimi partecipanti intervistati negli studi scientifici, avevano la tendenza a sottostimare il problema e ad autoassolversi.

Se non avete idea di come fare per monitorare il volume di movimento che fate in un giorno, potete usare uno smartphone. Esistono numerose app che tracciano il movimento attraverso il GPS oppure potete usare un piccolo stratagemma. Ogni volta che vi muovete, che camminate o che fate sport, attivate il cronometro dello smartphone e a fine giornata, prima di andare a letto, valutate il monte ore (o minuti) passato in condizione di attività fisica.

Perché ciò è importante? Perché una ricerca ha stimato, basandosi sulle abitudini di una tribù nomade della Tanzania, che i nostri antenati preistorici effettuassero in media 18.000 passi al giorno e che un contadino medievale ne effettuasse in media 15.000. La media odierna nei paesi sviluppati è di 7000 passi. Il problema è che il nostro corpo è lo stesso di quello dei nostri antenati preistorici, per cui è predisposto per il movimento e se ne viene privato, è come se venisse privato del cibo o dell’aria, con ricadute psichiche e fisiche.

Ippocrate, medico ateniese dell’antichità, considerato il fondatore della medicina, sosteneva “camminare è la miglior medicina per l’uomo”. E se vogliamo davvero ridurre la possibilità di ammalarci, dobbiamo muoverci, in tutti i sensi.

 







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