Rapporto PATH: il futuro della mobilità va a piedi e in bici

15 Novembre 2022


PATH, “sentiero” in inglese, è l’acronimo di Partnership for Active Travel and Health: si tratta del più recente rapporto sulla situazione della mobilità a livello globale, i suoi problemi e le possibili soluzioni.
Lo studio ha il supporto scientifico della società di consulenza Decisio ed è promosso dalle principali associazioni del settore, che hanno presentato il documento alla COP27 di Sharm-el-Sheikh.

Il rapporto PATH racconta in breve il modello di mobilità dominante, i motivi per cui è ora di cambiarlo radicalmente e i modi in cui possiamo realizzare una vera transizione ecologica in tempi urgenti.

copertina rapporto PATH

Tutto il mondo è città: l’inurbamento della popolazione

Lo studio parte da un dato importante: dal 1990 le emissioni globali dai trasporti sono aumentate del 78%, e ora il settore è responsabile di quasi il 30% dei gas serra immessi nell’atmosfera dall’umanità.
I viaggi internazionali e intercontinentali di merci e persone sono cresciuti negli ultimi decenni e pesano sul bilancio climatico, ma secondo lo studio è alle città che dovremo volgere la nostra attenzione da qui in poi.

Le aree urbane emettono già oggi il 70% della CO2 globale e nei prossimi anni la popolazione si sposterà sempre di più verso le città, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
Se questa trasformazione avvenisse secondo il modello di mobilità che abbiamo seguito finora, l’impatto in termini di emissioni ed effetti collaterali sarebbe insostenibile.

La sfida, dunque, è disaccoppiare il più possibile la crescita della popolazione e il suo inurbamento dalle emissioni di gas serra: se vogliamo rispettare l’Accordo di Parigi e ridurre del 45% le emissioni di CO2 entro il 2030, non possiamo mantenere il paradigma della mobilità che abbiamo portato avanti per decenni.
E se è la FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) a dirci che il sistema basato sull’auto privata non funziona più, è davvero ora di farsi delle domande.

Strada a priorità ciclabile in una zona a basso traffico a Londra

Le potenzialità della mobilità pedonale e ciclabile secondo il rapporto PATH

La buona notizia è che, alle domande, il rapporto PATH risponde con soluzioni scientificamente provate, economiche e soprattutto realistiche.

A livello mondiale, il 60% dei viaggi in aree urbane è sotto i 5 km: un potenziale enorme per adottare la mobilità attiva, a piedi, in bicicletta e in ebike, come una vera e propria ricetta medica contro la crisi climatica.

Il paragone con la medicina non è casuale: oltre alle emissioni di CO2 e all’inquinamento locale, la mobilità autocentrica è una delle cause principali di due emergenze sanitarie mondiali che sono l’inattività fisica e la violenza stradale, la prima causa globale di morte sotto i 30 anni di età.
L’inattività fisica uccide 6 milioni di persone all’anno nel mondo, e senza invertire la rotta i costi sanitari derivanti da qui al 2030 ammonterebbero a circa 300 miliardi di dollari.

grafico mortalità e utilizzo bici europa
rapporto tra km percorsi (asse x) e mortalità (asse y) a piedi e in bici

In Italia si pedala poco, ma si rischia molto

Riguardo alla violenza stradale, il grafico sull’incidentalità in Europa racconta una storia già sentita ma molto triste: l’italiano medio percorre meno di 100 km in bici in un anno, ma si espone a un pericolo per la sua vita 5 volte superiore rispetto ai suoi coetanei danesi e olandesi.
Questo concetto, definito “safety in numbers“, è studiato e dimostrato da tempo: più persone vanno in bici, più è sicuro andare in bici.
E più persone andranno in bici, più le città saranno pronte ad affrontare la crisi climatica già iniziata.

Cominciamo a lavorarci da oggi.

Scarica il Rapporto PATH

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