Passeggiando per la città di Milano in questi giorni, può capitare di imbattersi in un cartellone pubblicitario che annuncia l’apertura dei primi nove Bici Park milanesi: “Il parcheggio coperto e sicuro per la tua bici”.
Ed effettivamente, andando a verificare sul sito del Comune di Milano, non ci sono dubbi: a partire dal 22 settembre 2025, in occasione della Settimana Europea della Mobilità, a Milano apriranno sei nuove velostazioni presso le fermate della metropolitana di Bignami, Bisceglie, Centrale, Maciachini, Molino Dorino, e Romolo.
Queste nuove sei si aggiungeranno alle tre velostazioni già realizzate a Milano negli ultimi anni: una in piazza Cordusio e le altre due presso le fermate di Abbiategrasso e Comasina.


Come funziona?
Queste velostazioni, realizzate nell’ambito del “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”, metteranno a disposizione dei milanesi circa 150 posti ciascuna per il parcheggio delle biciclette, organizzati su rastrelliere a due livelli.
In ogni velostazione, inoltre, sarà presente un Bike Lab, cioè una stazione di riparazione biciclette che comprenderà una colonna con una pompa per il gonfiaggio degli pneumatici, e gli attrezzi per la riparazione di piccoli guasti. Le postazioni sono progettate per l’uso autonomo, senza assistenza diretta: saranno inoltre disponibili alcune prese di ricarica per ebike, integrate nelle rastrelliere.
Le velostazioni saranno aperte tutti i giorni, dalle 5:30 del mattino fino all’1:30 di notte: l’accesso sarà gratuito per le prime due ore, mentre le tariffe per le ore successive non sono ancora state rese note. A titolo di paragone: l’abbonamento annuale nella struttura parcheggio-bici di Abbiategrasso attualmente costa 40 euro.
Perché le velostazioni?
Una velostazione è una costruzione o struttura destinata al parcheggio di biciclette e dotata di diversi servizi. Il suo ruolo è quello di interscambio tra bicicletta e trasporto pubblico, motivo per cui si trova spesso presso stazioni ferroviarie o metropolitane.
Spingere per la realizzazione di più velostazioni a Milano e in Italia è una questione sempre più urgente. La bicicletta è spesso sinonimo di libertà, che si unisce alla comodità di spostarsi velocemente e senza bisogno di preoccuparsi di parcheggi e costi aggiuntivi.
È anche uno strumento relativamente semplice da procurarsi: questo fa sì che i proprietari spesso non si preoccupino a sufficienza di proteggere le proprie biciclette dai furti.

La paura dei furti risulta essere uno dei principali motivi che inducono le persone a non utilizzare la bici in città. Esistono diversi accorgimenti che si possono adottare per cercare di ridurre il fenomeno del furto. Innanzitutto investire in un lucchetto di qualità, avendo l’accortezza di legare non solo una ruota, ma anche il telaio. Le amministrazioni comunali possono provare a promuovere politiche e servizi utili a contrastare il furto, come l’adesione a registri di marchiatura delle bici o la creazione di uffici dedicati al ritrovamento delle biciclette.
Ma la prima azione per ridurre il fenomeno dei furti, è senza dubbio creare situazioni e ambienti che ospitino il parcheggio delle biciclette in sicurezza: a partire dalle rastrelliere adeguate, fino alle strutture sorvegliate, che devono essere accessibili e diffuse sul territorio.
I vantaggi di una velostazione
Realizzare una velostazione ha quindi numerosi vantaggi: non solo per i ciclisti, ma anche per tutto il territorio, e per le aziende che vi hanno sede.
Ciclisti:
- rende un luogo più accessibile, attrattivo e facilmente raggiungibile in bici;
- protegge la bicicletta dal furto, dagli agenti atmosferici e dal vandalismo;
- aumenta l’offerta di posteggi per bici nel resto della città;
- implementa la sicurezza durante la sosta.
Territorio:
- crea nuovi servizi per la promozione della mobilità attiva;
- diminuisce i carichi di traffico nelle città;
- rafforza e migliora l’immagine della città e delle istituzioni;
- riduce l’impatto del mercato delle bici rubate.
Aziende:
- permette di ridurre gli spazi destinati al parcheggio auto;
- consente ai dipendenti di andare al lavoro in bicicletta, quindi di migliorarne la salute e lo stato di attività;
- riduce il traffico, consentendo quindi ai dipendenti che sono costretti ad usare la macchina di arrivare più velocemente.
Velostazioni nel mondo
Al giorno d’oggi non c’è una grande città europea che non sia dotata o non si stia dotando di velostazioni attrezzate e di qualità, che sappiano ospitare al meglio un numero sempre crescente di biciclette. Paesi come l’Olanda, la Danimarca, il Belgio e la Svizzera offrono diverse tipologie di parcheggi e diversi servizi ad essi collegati.
Campioni in questo ambito sono sicuramente i Paesi Bassi, in cui le velostazioni sono capillari, organizzate e in buona parte gratuite. Non è un caso che il parcheggio di bici più grande del mondo si trovi a Utrecht, con più di 12.500 posti. Frutto di un investimento di 45 milioni di euro, questo parcheggio si estende su tre piani, è integrato con la stazione centrale di Utrecht e offre un accesso diretto ai binari. Ad Amsterdam hanno realizzato un parcheggio bici subacqueo da 7.000 posti.

Un altro esempio è il progetto di riqualificazione della stazione di Norreport a Copenaghen, dove sono stati realizzati parcheggi per biciclette lievemente sotto il livello stradale (circa 40 cm), per agevolare il riconoscimento del mezzo dalla strada per i pedoni.
Anche in Italia esistono esempi di velostazioni di successo, sebbene in numero minore. Ne è un esempio quella di Bologna, aperta in un’area vicino alla Stazione Centrale: questa struttura – recentemente rinnovata e trasformata in ExDynamo – oggi offre una varietà di servizi, tra cui sorveglianza, noleggio, officina, bar, spazi per eventi e un servizio di deposito borse e bagagli.
Velostazioni a Milano: e poi?
L’iniziativa lanciata in questi giorni dal Comune di Milano va nella giusta direzione, ma la strada da fare è ancora tanta. La metropoli fatica da tempo a trovare soluzioni efficaci per problemi ben noti: in particolare, c’è ancora molto lavoro da fare sul completamento della rete ciclabile, sulla lotta alla sosta selvaggia (oltre 60.000 auto parcheggiate illegalmente ogni giorno), sulle misure di contenimento per l’allarmante livello della qualità dell’aria.
La creazione di nuove velostazioni è un passo importante, ma non può essere l’unico: dovrà essere accompagnato da politiche a favore della ciclabilità che prendano in considerazione misure a lungo termine. Così la città di Milano potrà finalmente diventare più sicura, accessibile e sempre più a misura di bici, non solo per la Settimana Europea della Mobilità, ma tutto l’anno.





















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