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Eurovelo 12, il percorso del mare del Nord

Belgio, Danimarca, Eurovelo, Francia, Germania, Gran Bretagna, Itinerari, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia • di

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Il dodicesimo percorso della rete Eurovelo è leggermente diverso dagli altri, invece di attraversare il continente da nord a sud, o da est a ovest, EV12 tocca gli otto paesi che si affacciano sul mare del Nord, seguendo il profilo della costa in circa 6000 km. Proprio perché si rimane sempre molto vicini al mare, EV12 è costantemente in pianura, cosa che lo rende uno dei più adatti ai principianti.
Il motivo di interesse principale di questo percorso è il poter confrontare i vari paesaggi che si incontrano, accomunati da una costante, il mare del Nord appunto, che a sua volta però cambia carattere man mano che ci si sposta su diverse latitudini e longitudini.

Mappa

Altimetria

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Traccia gps gps Mappa kml mappa

ATTENZIONE: i percorsi Eurovelo sono ancora in gran parte solo sulla carta. Spesso non ci sono piste ciclabili separate, e neanche cartelli indicatori. Inoltre, la situazione sul terreno cambia continuamente: le amministrazioni locali possono decidere di far passare il percorso per una strada parallela a quella da noi segnata, magari perché lì decidono di realizzare una nuova pista ciclabile. La traccia gps è da considerarsi solo come un punto di riferimento generico per avere un’idea del percorso e delle distanze. Per pedalare lungo i percorsi Eurovelo è necessario un certo spirito di avventura, adattabilità ed esperienza.

Norvegia: 980 km

EV12 inizia ufficialmente dalla città di Bergen, anche se, essendo un percorso circolare, è possibile cominciare da dove si preferisce. Da questo punto di vista si ha l’imbarazzo della scelta, in quanto EV12 passa vicino a diverse città con aereoporti ben serviti, come Oslo, Amburgo, Amsterdam, Londra e Edinburgo. Anche la stessa Bergen comunque è abbastanza ben collegata con gli aereoporti italiani.
Il tratto norvegese di EV12 coincide interamente con il (più lungo) percorso ciclistico nazionale numero 1. A Bergen, prima di partire verso sud, è interessante visitare la parte antica della città, il quartiere di Bryggen, zona abitata fin dall’anno Mille, con le sue caratteristiche casette colorate.

Brygge_Norway

Si lascia la città zigzagando fra le verdi colline che la circondano, ritrovandosi ben presto in zone dove regna l’armonia fra uomo e natura, che qui presenta paesaggi spettacolari fatti di boschi, colline e laghi. Rispetto ad altri percorsi Eurovelo che passano nelle zone più interne della Norvegia, come EV1 o EV3, qui si incontrano villaggi e cittadine abbastanza spesso, rendendo meno complicata l’organizzazione di soste e rifornimenti. Poiché la costa norvegese è notoriamente frastagliata a causa dei famosi fiordi, alcuni tratti vanno affrontati in traghetto. Si prosegue comunque quasi sempre lungo strade secondarie, a volte seguendo dei veri e propri canyon fra le montagne che degradano verso la costa, a cui comunque si torna spesso.
Fra le città che si incontrano la più interessante è probabilmente Egersund (323 km), il cui centro storico è particolarmente ben conservato. Prima di lasciare la Norvegia, all’altezza di Moss (895 km), si può procedere verso nord per una sessantina di chilometri lungo EV3 per visitare la capitale Oslo.
Proseguendo lungo la costa si arriva invece in meno di cento chilometri al confine con la Svezia.

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Percorso ciclistico nazionale numero 1
Info generali sul cicloturismo in Norvegia
Portale turistico norvegese

Svezia: 361 km svezia

Si continua a costeggiare quel tratto di mare del Nord chiamato Skagerrak, che continua verso sud prendendo il nome di Kattegat. Quest’ultima parola deriva dai termini germanici kat (gatto) e gat (passaggio), ad indicare il fatto che le acque di quella zona sono strette come un passaggio in cui solo un gatto potrebbe infilarsi. I cicloturisti che si mantengono sul percorso di EV12 non avranno difficoltà a passare. Il paesaggio generale non cambia da quanto visto in Norvegia. A spezzare la successione di fiordi, laghi e boschi ci pensa la città di Göteborg (265 km), la seconda città più popolosa della Svezia dopo la capitale Stoccolma; qui è possibile passeggiare per le zone pedonali del quartiere di Haga, famoso per i suoi caffé e per le casette di legno.

Gothenburg_botanical_garden_Dick_Gillberg

Poco più avanti si incontra EV 7, proveniente da nord-est, che si segue per gli ultimi 50 chilometri in Svezia, fino ad arrivare alla città di Varberg (361 km), da cui un traghetto porta in Danimarca.

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Info generali sul cicloturismo in Svezia
Portale turistico svedese
Traghetto Varberg – Grenaa

Danimarca: 755 km danimarca

Sbarcati nella piccola città portuale di Grenaa, si comincia a pedalare in Danimarca, uno degli stati in cui la bici è maggiormente diffusa. Si è lontani, in linea d’aria, solo 210 chilometri dal punto in cui si passerà il confine con la Germania, ma poiché EV12 compie fedelmente il periplo del mare del Nord, i chilometri che ci aspettano in Danimarca sono molto di più.
Il paesaggio è molto diverso da quanto visto in Scandinavia: le montagne lasciano il posto alle pianure, e i boschi alle coltivazioni. Si pedala in zone molto più antropizzate, anche se con una densità abitativa ancora relativamente bassa. Gli innumerevoli insediamenti che si attraversano sono tutti di dimensioni piccole o piccolissime, con alcune eccezioni come Frederikshavn (185 km), poco lontano dal punto più settentrionale della Danimarca.

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Il tratto sulla costa ovest è più movimentato, con laghetti e stradine tortuose per evitare il traffico. Entrando nel Syddanmark inoltre la costa diventa frastagliata, con diverse insenature e isole al largo. Appena superato il minuscolo villaggio di Rudbol si entra in Germania.

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Germania 732 km BandieraGERMANIA

Si entra in Germania nella provincia dello Schleswig-Holstein. Questo nome non dovrebbe suonare completamente nuovo, in quanto nel 1866 il neonato Regno d’Italia approfittò della guerra fra Austria e Prussia, combattuta per il controllo di questi territori, per attaccare a sua volta l’Austria da sud, nella cosiddetta “Terza Guerra d’Indipendenza”, assicurandosi così il controllo del Veneto.
Il paesaggio generale non cambia, anche se man mano che si procede verso sud la densità abitativa aumenta, fino a culminare nell’arrivo alla grande città di Amburgo (268 km), dopo aver seguito il percorso del fiume Elba. Amburgo è la seconda città più popolosa di Germania; qui le biciclette sono le benvenute, anche grazie alle numerose zone 30 presenti in città; grazie alla sua posizione geografica, molto vicino all’estuario di un importante fiume come l’Elba, Amburgo ha sempre avuto una forte importanza commerciale. Superato il corso d’acqua e i numerosi canali si piega subito nuovamente verso il mare, passando vicino alla cittadina di Buxtehude, famosa per essere una delle prime in Europa ad introdurre zone 30; il mare si raggiunge all’altezza di Cuxhaven (400 km), città a vocazione turistica.
Prossima tappa è Bremerhaven (453 km), città relativamente recente – fondata nel diciannovesimo secolo – ma di grande importanza per la marina tedesca. Qui vale la pena fermarsi a visitare la Klimahaus, dove vengono simulati i climi e presentate le culture che si incontrano viaggiando lungo l’ottavo grado di longitudine, (dove anche giace la città): si passa quindi dai diversi caldi di Sardegna e Nigeria al freddo dell’Antartide.
Dopo aver attraversato il fiume Weser il tratto tedesco di EV12 si conclude lungo una serie di altri villaggi che si affiacciano sulle isole Frisone occidentali.

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Paesi Bassi: 494 km bandiera-paesi-bassi

Martini_TorenAnche in Olanda si passa per diversi villaggi che si animano prevalentemente durante la stagione turistica, collegati da stradine immerse in campi coltivati, spesso in zone sotto il livello del mare. Durante il tragitto olandese si passa diverse volte vicino a delle importanti città, e sarebbe un peccato non fare delle piccole deviazioni per visitarle, e anche per testare le infrastrutture ciclistiche urbane di questo paese.
Nella prima parte ad esempio vi è Groningen, importante centro culturale dei Paesi Bassi settentrionali; saliti i 265 gradini della Martinitoren si può vedere dall’alto la piazza principale, che ricorda diverse scene della pittura olandese del seicento.

Più a sud c’è poi naturalmente Amsterdam, dove pedalare e perdersi fra i canali della città diventa un piacere; le numerose attrazioni della capitale olandese sono ben note, e vale la pena perciò di menzionare brevemente qualcosa di non molto conosciuto: la replica della nave Amsterdam, appartente alla Compagnia della Indie Orientali, di fronte al museo di storia marittima. Per ultima c’è L’Aja, sede dei più importanti tribunali internazionali.
All’altezza del sobborgo di Maasluis (377 km) si incontra Eurovelo 4, seguendo la frastagliata costa del mare del Nord fino al confine con il Belgio.

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Belgio: 72 km flag-Belgium

L’attraversamento del Belgio è di scarsa lunghezza, ma di alta qualità. Se il paesaggio generale infatti non cambia molto rispetto a quanto si è visto finora (si pedala in pianura per campi coltivati e villaggi, a pochi chilometri dalla costa), dopo 15 chilometri dalla frontiera si giunge nella bellissima cittadina di Bruges, capoluogo delle Fiandre occidentali e patrimonio dell’umanità secondo l’UNESCO. La scelta dell’UNESCO è pienamente comprensibile se si visita il centro storico di Bruges, dove palazzi medievali si affacciano e si rispecchiano sull’acqua dei canali che attraversano la città, creando un’affascinante atmosfera.

Brugge-CanalRozenhoedkaai

Francia: 53 km

Anche il tratto francese è molto breve, e può essere coperto tranquillamente in un giorno solo.
Una curiosità: dal punto di vista linguistico, questo tratto è completamente diverso da quanto affrontato finora. Tutto il percorso di EV12 infatti, con l’eccezione della Francia, si svolge in posti dove si parlano lingue germaniche, dal norvegese allo svedese, dal danese al tedesco, dall’olandese (anche nella variante fiamminga) all’inglese, mentre il francese è lingua romanza, derivante cioè dal latino.
Poco dopo la frontiera si incontra Dunkirk (13 km): qui nel giugno 1940 gli eserciti inglese e francese furono bloccati dalla formidabile macchina da guerra nazista, e dovettero ritirarsi in tutta fretta attraversando la Manica su mezzi di fortuna. Poco più avanti si trova subito Calais, da cui un traghetto porta a Dover, in Inghilterra.

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Gran Bretagna: 2200 km

Ecco dunque la parte finale di EV12, probabilmente la più bella, in quanto più varia: la maggior parte del percorso affronta i dolci saliscendi delle colline nella affascinante campagna britannica, ma si passa anche per grandi e interessanti città, con un paesaggio che cambia gradualmente man mano che si torna verso nord.
L’arrivo alle bianche scogliere di Dover incuteva timore a coloro che hanno tentato, spesso invano, di invadere la Gran Bretagna. I cicloturisti con intenzioni pacifiche sono comunque i benvenuti.

White_cliffs_of_dover

Si segue fino a Londra lo stesso percorso di Eurovelo 5 lungo la costa del mare del Nord, e poi inoltrandosi nella campagna; il punto di maggiore interesse di questo tratto è sicuramente l’attraversamento della città di Canterbury (38 km), dove è d’obbligo una visita alla famosissima cattedrale. Con la campagna che lascia sempre più spazio ai sobborghi di Londra, si arriva, costeggiando a lungo il Tamigi, alla capitale inglese, protagonista negli ultimi anni di grandi iniziative e investimenti a favore della ciclabilità urbana. Non è quindi necessario scendere di sella per visitare i famosi monumenti della città.
Uscendo da Londra verso nord, ci si inoltra nelle campagne dell’Essex tornando gradualmente verso il mare del Nord. Innumerevoli le cittadine che si attraversano, quasi tutte con qualcosa per cui valga la pena fermarsi almeno un’oretta. Tanto per fare un esempio, a Colchester (225 km) si può visitare un castello normanno, che ha la peculiarità di non essere stato eccessivamente rimaneggiato nel corso dei secoli successivi; il castello fu costruito sulle rovine di un tempio romano, oggi visitabili (tutte le città inglese il cui nome finisce con il suffisso -chester sorgono su quelli che erano i “castra” romani).

Colchester_castle

Per gli amanti della musica folk sarà invece curioso passare per Scarborough (798 km), la cui fiera è ricordata nella bellissima ballata popolare Scarborough Fair.
Continuando fra i saliscendi si giunge alla città più settentrionale dell’Inghilterra, Berwick-upon-Tweed (1115 km), che dà accesso alla Scozia. Qui ci si allontana per un centinaio di chilometri dalla costa (ed infatti si trova il punto più alto di EV12, “ben” 376 metri. Di conseguenza, la strada per Edinburgo (1250 km) è quasi tutta in discesa. Dal “sedile di Artù”, la collina che domina la città, si ha una bella vista su una parte del mare del Nord, che ormai conosciamo così bene. In centro, oltre ai consueti posti per turisti, è consigliabile una visita al divertente museo naturale “Dynamic Earth”.
Sembra incredibile che, pur essendo così a nord, si è solo a metà del tratto britannico di EV12. Il resto infatti si svolge in Scozia, fra campagne sempre più solitarie, fino a raggiungere la punta settentrionale della Gran Bretagna, a John O’ Groats (punto di partenza di un percorso ciclistico ormai tradizionale, che collega questa cittadina alla punta più meridionale, dal poco fantasioso nome di Land’s End).
Non è finita qui però, perché dei tratti in traghetto portano a visitare le isole Orcadi; oltre ai paesaggi naturali, qui non bisogna lasciarsi sfuggire i siti archeologici risalenti al neolitico, ottimamente conservati.

Dal capoluogo, Kirkwall, un altro traghetto porta alle Shetland, che grazie alle loro riserve petrolifere godono di un’importanza economica probabilmente mai avuta nel corso della storia. Diverse aree naturali proteggono la particolare flora e fauna di questi posti. Dopo aver compiuto un anello sulla Mainland, giungono così a termine i quasi 6000 chilometri del periplo del mare del Nord, in un clima che ricorda da vicino quello da cui si è partiti qualche settimana prima, a Bergen.
Il ritorno in Italia può avvenire tornando – con traghetti e treni – a Edimburgo, per poi prendere un aereo.

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Una risposta a Eurovelo 12, il percorso del mare del Nord

  1. Non conoscevo l’eurovelo ma devo dire che ne sono rimasto entusiasta, secondo me è un modo per rendere un viaggio davvero indimenticabile e apprezzare veramente i pregi e i difetti di paesi nuovi.
    Grazie dello spunto

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