Salute

Come superare i propri limiti atletici

Come superare i propri limiti atletici

Possiamo superare i nostri limiti atletici? E se volessimo farlo, in che modo potremmo davvero riuscirci?

Questo weekend ho partecipato a uno stage di Judo: 3 ore di allenamento, di cui 2 di randori (combattimento libero). Ero l’unica cintura bianca. Dopo tre ore ero stremato, avevo le tibie a pezzi, i lividi sulle braccia e le mani che non riuscivano più a serrare il pugno. Ma ero anche estremamente felice. Perché ero passato attraverso il mio limite e non ci ero stato così male. 

Superare i nostri limiti

Se, a livello sportivo, volessimo provare a superare i nostri limiti, come possiamo fare? Ecco alcuni spunti che ho imparato dall’esperienza, uniti a ciò che le neuroscienze cognitive ci mettono a disposizione.

#1 Concentriamoci su ciò che è in nostro controllo

Appena decidiamo di realizzare qualcosa che ci porti vicino ai nostri limiti, sia essa una granfondo, un viaggio in bici o una competizione, tendiamo a focalizzarci su aspetti su cui non abbiamo influenza. “Pioverà?”, “Farà freddo?”, “Che ritmo terranno gli altri?”. Sono tutte cose su cui non abbiamo controllo. Cambiamo punto di osservazione e ricordiamoci che noi possiamo controllare solo le nostre azioni e le reazioni a ciò che ci succede. Nel nostro controllo c’è la preparazione atletica, la preparazione della bici, la gestione dell’alimentazione. Concentriamoci su ciò che possiamo effettivamente influenzare, perché, come ha detto un famoso neuroscienziato, “le aspettative non sono altro che delusioni che attendono di verificarsi”.

#2 Non diamo peso al chiacchiericcio mentale

“Sono stanco”, “Basta”, “Chi me l’ha fatto fare?”, “Non sono in grado”. Sono tutte frasi che, durante quelle tre ore di stage, sono passate nella mia testa. Ma, se vogliamo superare i nostri limiti, non dobbiamo dare peso ai nostri pensieri. Il nostro corpo si sta allontanando dall’omeostasi (equilibrio dei nostri sistemi energetici) e questo fa sì che il sistema limbico (quello della risposta “scappa, lotta o bloccati”) prenda il sopravvento, mandando segnali d’allarme. Ma, se vogliamo imparare a esplorare il nostro limite, dobbiamo essere consapevoli che noi non siamo i nostri pensieri, che essi sono automatici e che tra stimolo e risposta esiste sempre uno spazio che possiamo colmare con pensieri utili al nostro scopo.

#3 Prepariamo un piano per superare i nostri limiti atletici

Superare i propri limiti

“Fail to prepair is prepair to fail”.  È una frase che tradotta significa, più o meno, “se fallisci nella preparazione, ti prepari a fallire”. Non possiamo affrontare i nostri limiti senza un’adeguata preparazione, fisica, mentale e logistica. Dobbiamo comprendere quali sono i nostri punti di forza e di debolezza e lavorare per ottimizzare i primi e contenere i secondi. Durante lo stage io ero consapevole di essere, a livello tecnico, il peggior judoka presente. Ma vengo da anni di bicicletta e di allenamento della forza e dispongo di una capacità aerobica e di forza maggiori anche di alcune cinture nere. L’ho messa sul piano fisico, perché se avessi giocato sulla tecnica sarei stato proiettato ogni 2 secondi netti. E qualcuno sono riuscito a metterlo in difficoltà, nel mio piccolo.

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#4 Abbracciamo la sofferenza

Diciamocelo: superare i nostri limiti fa schifo. Ed è giusto che sia così. Quando ci troviamo in gara e il gruppo tira tantissimo e ci scoppiano le gambe, quando stiamo viaggiando e inizia a diluviare e ci inzuppiamo anche le ossa, quando stiamo affrontando la nostra marathon e il dislivello spezza le gambe, la sofferenza può essere tremenda. Ma, se vogliamo davvero superare i nostri limiti, allora dobbiamo abbracciarla, conviverci, ascoltarla. Lo scrittore maratoneta giapponese Murakami lo ha sintetizzato benissimo in questa frase: “Il dolore è inevitabile, la sofferenza è opzionale”.

#5 Giochiamocela per superare i nostri limiti atletici

Una volta tornato a casa, quando ho fatto vedere le mie tibie a mia moglie, ha esclamato “Te sei matto”. Ma io ho sorriso. Ero felice. L’avevo portata a casa. Se hai un obiettivo sportivo, che sia una granfondo, un viaggio in bici, una gravel race o chissà cosa, giocatela. Preparati fisicamente, abbraccia la sofferenza e concentrati su ciò che puoi controllare. E vedrai che, alla fine, siamo più bravi a sottostimare le nostre reali potenzialità che a considerarci capaci. 

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