MENU
viaggi girolibero

Allenamento funzionale per ciclisti: come funziona?

Allenamento, Bikelife, News, Salute • di

Uno dei temi più discussi degli ultimi anni è l’allenamento funzionale. Si tratta di un allenamento della forza che però si allontana dai canoni classici della pesistica e del body building per focalizzarsi maggiormente sulla funzione muscolare piuttosto che sulla crescita in sé. L’allenamento funzionale ha notevoli vantaggi ma deve essere compreso e ben calibrato sulla pratica del ciclismo, poiché si tratta di uno sport con un gesto motorio unico nel suo genere, che ha bisogno di un protocollo dedicato.

Ebook "Core Training per Ciclisti"

Scarica Gratis

Breve storia dell’allenamento funzionale

L’allenamento, in realtà, è sempre stato “funzionale” a qualcosa. Nell’antichità i soldati greci e romani si allenavano con pesi, zaini zavorrati e altri strumenti per essere più forti in battaglia, simulando le reali situazioni belliche. La stessa cosa succedeva per gli atleti olimpici, che alternavano il proprio allenamento in modo da migliorare la forza in funzione di ciò che dovevano fare. Famoso è Milone di Crotone, che per diventare il più forte atleta di pancrazio (una sorta di MMA dell’antichità) si allenava caricandosi un vitello sulle spalle. Il concetto di funzione e allenamento è stato espresso in maniera ottimale da George Hebert, fondatore del “metodo naturale”. Secondo Hebert bisognava essere forti per essere utili e quindi l’allenamento doveva rendere le persone più vigili, pronte e reattive alle situazioni reali della vita. E’ con l’avvento del culturismo, a inizio del ‘900, che il concetto di funzione perde la sua valenza in favore dell’estetica: il corpo non deve essere funzionale ma solo bello da vedere.

Teoria dell’allenamento funzionale nel ciclismo

Nell’allenamento funzionale del ciclismo non si allenano i muscoli bensì i movimenti. Ciò che è importante quindi non è l’isolamento e nemmeno l’ipertrofia muscolare, bensì la corretta esecuzione dei movimenti. L’obiettivo è acquisire un transfer positivo sul gesto sportivo, rendendo il corpo più resistente allo stress che la pedalata porta con sé. Si potenziano quindi tutte le capacità che in bici non vengono allenate ma che sono fondamentali per il mantenimento di una corretta posizione in bici e una maggiore performance.

L’allenamento funzionale, per i ciclisti, deve andare a lavorare sulle tre principali stabilizzazioni:

  • Rotulea: ogni volta che la gamba viene estesa per spingere sul pedale, i muscoli stabilizzatori di rotula devono mantenere l’articolazione in posizione;
  • Pelvica: il bacino e la colonna vertebrale devono resistere ai carichi che la spinta sui pedali apporta;
  • Scapolare: La parte superiore del corpo deve mantenere stabile la presa sul manubrio;

Lavorare su queste tre capacità stabilizzatrici è fondamentale per ridurre gli infortuni da sovraccarico come: mal di schiena, sindrome femorotulea, sindrome della bandelletta ileo-tibiale, cervicalgia.

La stabilizzazione dinamica è così importante che, come ha mostrato lo studioso Vladimir Janda, essa avviene ancora prima che venga effettuato il gesto. Quando spingiamo sul pedale, le tre stabilizzazioni sono già avvenute e potete ben capire come una riduzione nell’efficienza di una delle tre possa compromettere l’intero gesto.

Allenamento funzionale: cosa serve?

L’allenamento funzionale si struttura con sedute di 45-60 minuti dove si vanno a sollecitare le tre stabilizzazioni in maniera attiva. I materiali da utilizzare sono semplici: un tappetino, una tavola propriocettiva, degli elastici. Si possono poi aggiungere palle mediche, sandbag, kettlebell per i ciclisti più esperti. La parte principale la fa il corpo libero, dove si devono dosare degli stimoli propriocettivi al ciclista affinché venga costretto a stabilizzare in modo isometrico e dinamico i principali distretti corporei.

Allenamento funzionale: dove praticarlo?

L’allenamento funzionale, se si ha spazio, può essere tranquillamente praticato a casa. Se invece si vuole essere seguiti, ci si può rivolgere a un centro di preparazione fisica.







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *