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Essere in forma è la base della felicità

News • di 21 Ago 2018

Viviamo in un mondo “capriccioso”. Da un lato siamo gli esseri umani che più di tutti hanno accesso a cibo, ricchezze, strutture, servizi, opportunità. Dall’altro siamo infelici, insoddisfatti, sovrappeso, sedentari. Nonostante l’apparente disponibilità di mezzi cui disponiamo, la nostra felicità spesso è limitata, lo stress elevato, l’insoddisfazione sempre presente. Esiste un modo per migliorare questa situazione?

Joseph Pilates era un bambino gracile, che cercava di sopravvivere alle malattie che falcidiavano l’infanzia nella Germania di inizio ‘900: tubercolosi, rachitismo, vaiolo, poliomielite. Una volta adolescente, decise di studiare i testi allora disponibili sull’esercizio fisico e di fortificare il corpo, affinché fosse più resistente alle malattie. Praticò quotidianamente, prendendo spunto dalla danza, dalla ginnastica medica classica e dalle discipline orientali. Nel 1930 si trasferì negli Stati Uniti e aprì il suo studio a New York. Il suo metodo, definito da lui “Contrology”, aspirava al rafforzamento del corpo e della consapevolezza che i praticanti hanno di esso. Oggi il suo metodo è più conosciuto con il nome Pilates ed è una delle discipline dolci più efficaci.

La frase “Essere in forma è la base della felicità” è appunto di Pilates ed è contenuta in un altro testo, chiamato “La vostra salute”, in cui descrive i problemi di salute dell’epoca (era il 1931), trovando una causa comune: la mancanza di attività fisica.

L’idea che la felicità si base sull’essere fisicamente in forma in realtà non è nuova. Gli antichi Greci erano i cultori dell’attività fisica come realizzazione del sé, i Romani promuovevano un’idea di educazione fisica volta ad allenare il corpo per rendere più forte la mente. Fate conto che il grande filosofo greco Platone veniva chiamato così per via delle sue spalle grosse, poiché praticava il pancrazio (una sorta di boxe dell’antichità), per curare il corpo in modo da usare meglio la mente. Tali concetti sono poi stati soppressi dalla Chiesa e dal Cattolicesimo del Medioevo, che vedeva il corpo come la fonte del peccato e come tale doveva essere mortificato e non allenato. Eppure il movimento fisico è da sempre, in ogni civiltà, considerato come la base sulla quale costruire uno sviluppo personale. I mistici indiani praticavano lo Yoga, che serviva essenzialmente per fortificare il corpo affinché potesse sopportare con facilità le lunghe sedute meditative. Alcuni tipi di arti marziali si sono sviluppate in Cina con lo scopo di migliorare la salute dei monaci buddhisti, che passavano molto tempo seduti a meditare e soffrivano di problemi legati all’inattività fisica. In tutte le culture dunque l’attività fisica è vista come un modo per raggiungere una completezza e un benessere duraturo e soprattutto una maggior consapevolezza.

La scienza ha avvallato queste ipotesi, studiando a lungo gli effetti che un’attività fisica regolare produce sull’essere umano. Il movimento costante provoca la secrezioni di ormoni come dopamina e serotonina, il cervello diventa più efficiente e soprattutto il praticante aumenta l’autostima e la percezione positiva di sé. Si è meno propensi ai cambi di umore e i valori di cortisolo (l’ormone dello stress) sono ridotti. Vi è un miglioramento della capacità cognitive (la cosiddetta senso-percezione), che rende il praticante una persona più vigile, attenta e meno incline a malattie depressive.
Possiamo ormai affermare che l’attività fisica sia la via che conduca alla reale felicità. Una felicità stabile e duratura, che sopporti le vicessitudini del mondo “capriccioso” (definizione coniata dal filosofo cinese Mencio) e che ci permetta di vivere una vita migliore, più piena e soddisfacente.

Ne abbiamo già parlato più volte ma è bene ripeterlo: la minima quantità di esercizio fisico che permette di raggiungere una forma fisica stabile è alla portata di tutti. Si tratta di 30 minuti al giorno di attività aerobica, come camminare o andare in bici. Se vogliamo darci dei numeri significa fare 10.000 passi al giorno o 5km in bicicletta. Molti studi suggeriscono, per una completezza, di unire a questi 30 minuti al giorno due sedute a settimana di attività volta al rinforzo muscolare, articolare e della postura, come può essere lo Yoga, il Pilates, il corpo libero in palestra. Questo binomio, attività di tipo aerobico e rinforzo muscolare armonico, è dunque la base per essere felici.

Volete essere felici? Allora andate in bici





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