Telai per bici, modelli e materiali

Il telaio di una bicicletta è una vera invenzione che sta attraversando i secoli con modifiche continue e progressive, ma che, se si esclude la ricerca di prototipi particolarissimi, mantiene sostanzialmente la stessa forma a diamante da 150 anni circa. Si potrebbe affermare che si tratta dello scheletro perfetto, a cui si attacca di tutto e che sostiene la persona che deve portare.

B4: Wilier Triestina, neues E-Rennrad Cento 10 Hybrid

E’ talmente ingegnosa come invenzione che addirittura può essere modificata a seconda del tipo di bicicletta che si vuole realizzare, o addirittura delle rispettive specialità che ci possono essere all’interno di un utilizzo: per esempio una bici da strada è sostanzialmente uguale ad una da cross ma con piccole modifiche realizza il maggior rendimento per la specialità. Oppure la Mtb da Downhill è molto simili ad una mtb tradizionale, ma con opportune modifiche aumenta le sue prestazioni su quell’utilizzo particolare. In buona sostanza il telaio è un genere, ma con opportune modifiche imprime un “carattere” particolare alla bici finita.

Come è fatto un telaio?

telaio-bici-geometria

Partendo dal tubo verticale (alcuni lo chiamano anche piantone) che è l’elemento centrale, abbiamo il tubo superiore o(anche detto orizzontale) che è curvato a “U” nei modelli da donna, a quello obliquo che unisce, attraverso la scatola del movimento centrale, il piantone al tubo dello sterzo. Dietro abbiamo i foderi (o detti anche tubi verticali e orizzontali). Ai foderi sono attaccati i forcellini posteriori. Il telaio quindi, costituisce l’ossatura della bici, ne imprime il tipo di carattere, l’aspetto e l’uso ed è il punto di raccordo tra le varie parti che compongono la bicicletta finita e a seconda di come è fatto assorbe le varie sollecitazioni. Il tubo dello sterzo infine, serve per alloggiare la forcella, alla cui estremità inferiori sono collegati i forcellini per la ruota anteriore, è l’elemento su cui appoggia la maggior parte del peso della persona. L’alloggiamento della forcella nel tubo dello sterzo è alquanto scontato agli occhi dei profani. In realtà per renderlo funzionante occorrono una serie di calotte, di sfere che solitamente sono imbrigliate in una gabbietta, a sua volta imprigionata dalla calotta superiore in alto e dall’anello di chiusura in basso. Non mancano varie rondelle e guarnizioni per impedire l’accesso ad acqua ed impurità. Come si vede dalla foto quello che non si vede spesso è assai più complesso di ciò che si vede.

telaio-rondelle

I materiali

Acciaio

Telai bici
Telaio classico in acciaio

E’ il materiale “normale” con cui si sono costruite le biciclette da sempre e di tutti i tipi da quelle della sciura Maria a quelle dei ciclisti che amano correre. Si tratta infatti di un materiale molto resistente, elastico, dal prezzo competitivo assai conosciuto e molto italiano per l’abbondanza di artigiani che lo lavorano e a produttori mondiali come Columbus e Dedacciai.
La ricerca costante e continua ha eliminato anche il gap di peso che c’è con i telai in alluminio, tanto che oggi troviamo delle Mountain bike che presentano i tubi con uno spessore di 0,45 mm. Tra le sue principali caratteristiche principali c’è la grande elasticità che si apprezza quando da si va su sterrati anche senza ammortizzatore (come nel mio caso). Un altro aspetto positivo e di non poco conto, è un telaio che se fatto adeguatamente e dimensionato correttamente non sente la fatica, in altre parole, a differenza di altri materiali, non invecchia. Ne sono personalmente testimone possedendo una bicicletta del 2007 e ad oggi non vedo una crepa dopo che ne ha viste di tutti i colori da carica. La sua caratteristica è mantenere nel tempo inalterate le sue caratteristiche. E’ il materiale preferito dai cicloviaggiatori. Più di una volta mi sono accompagnato con bici in acciaio di 20-30-40 anni. Addirittura ci sono manifestazioni tipo l’Eroica in Toscana dove bici in acciaio che hanno almeno 30 anni vanno ancora e sono curatissime dai proprietari per quel senso di affetto e orgoglio che si genera con un oggetto che non ti ha mai tradito e ti ha accompagnato per una vita intera. Pure alla Retroronde in Belgio le bici in acciaio imperavano ed erano in gran parte italiane. In Belgio, Francia, Germania e Austria le biciclette in acciaio, sono ancora richiestissime. La sua naturale evoluzione è stato l’avvento del telaio Inox che ha annullato l’unico difetto dell’acciaio: la possibilità della ruggine.
Ecco una tenutissima Benotto:

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Telaio Benotto

E una bellissima Faggin di cui il proprietario mi ha vantato il telaio dalla profilo particolare (rastremato?)

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Telaio Faggin

Approfondimento sull’acciaio

Alluminio


E’ il materiale che risulta molto attraente per il peso molto contenuto rispetto all’acciaio. Ha avuto una enorme diffusione soprattutto nelle bici di grande serie, nelle mtb. ma l’elevata elasticità e la limitata resistenza fanno sì che non resiste alla fatica. Contrariamente all’acciaio, ad ogni uscita la bici in alluminio invecchia. Ha peso, resistenza e rigidezza pari ad un terzo circa del corrispettivo in acciaio. Ma la ricerca ha cercato di dare una soluzione a tutti questi problemi e ha fatto sì che le doti dell’acciaio in molti casi si siano trasferite ormai anche all’alluminio. Si è ottenuto questo risultato aumentando spessori e diametri dei tubi. Ma facendo così si è arrivati a far pesare un telaio in alluminio quanto uno in acciaio annullando in pratica i vantaggi. Personalmente ho usato una Racing Rats della Cinelli in alluminio per un miniviaggio lungo l’argine del Po: con 4 borse e la tenda per 5 gg di viaggio tutti in piano 90% asfalto, mi tremava tutta poverina. L’ho venduta subito: per chi vuol viaggiare, una bicicletta così non va proprio bene.

Titanio

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Il titanio fu scoperto nel 1789 dal reverendo William Gregor in Inghilterra. Ma il metallo Fu reso puro solo nel 1910. Il titanio non si trova libero in natura ed è presente in molte rocce ignee. Si trova nelle ceneri di carbone, nelle piante e anche nel corpo umano. I principali depositi attuali si trovano in Australia, Scandinavia, nord America e Malesia. Si è cominciato ad usarlo diffusamente solo negli ultimi 50 anni. viene utilizzato moltissimo nell’industria aeronautica e spaziale. Ha trovato il suo posto in molte industrie per la sua grande resistenza alla corrosione e per una maggiore resistenza meccanica rispetto ai materiali concorrenti. È duttile e resistente come l’acciaio ma pesa il 40% in meno. Pesa il 60% in più dell’alluminio ma la sua resistenza è doppia. E’ molto più resistente del carbonio, ha un migliore assorbimento degli urti, e anche se è più pesante con componenti leggeri si riesce a stare nei 7 kg per la bici completa. Per queste ragioni sta cominciando ad entrare in maniera progressivamente massiccia nel mondo delle corse in MTB. La saldatura del telaio in titanio richiede però un impianto molto particolare. In LEGEND Viene infatti saldato in una camera a gas inerte: eccola nella foto sottostante nella officina della LEGEND. E’ la cupola trasparente.

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Camera a gas inerte nella officina LEGEND

Carbonio

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Il carbonio è la punta avanzata della ricerca telaistica. Ecco in alto nella foto l’autoclave per compattare e polimerizzare la resina. Bisogna inoltre dire che ha ancora le maggiori potenzialità ancora inespresse rispetto ad altri materiali. È un materiale composito realizzato da fibre di carbonio come componente strutturale e da resina epossidica. Ci sono a volte molte perplessità sulla sicurezza di questo materiale. E sono anche ampiamente giustificate per episodi gravi avvenuti. Va detto che la sicurezza non sta nel materiale ma nel come lo si lavora. E’ una situazione completamente diversa rispetto agli altri materiali che hanno una alto grado di sicurezza già incorporata nel materiale in sé. Nel carbonio, la sicurezza, dipende dalla testa del telaista e dall’impianto. Le Ferrari hanno i bracci delle sospensioni, la scocca, la cellula del pilota e molto altro ancora in questo materiale, il che è tutto dire sulla possibilità progettuali che consente. Ci sono due modi per produrre telai in carbonio. Uno consiste nel produrre uno stampo dentro cui appoggiare le “pezze” di carbonio, e a seconda di come vengono orientate, anche a pari spessore di materiale, si ottengono caratteristiche di resistenza e rigidità ben diverse tra di loro: si ottiene in pratica una monoscocca dall’incollaggio di due parti. La seconda modalità consiste nell’uso di tubi in carbonio si realizza il telaio che viene fasciato nei punti di giunzione: questo è il metodo utilizzato dalla Legend e si chiama fasciato. Entrambi i metodi, finito il lavoro manuale, vengono messi in una autoclave dove acquistano la rigidità che tutti ben conosciamo. Credo che questo materiale sia molto amato dai telaisti per le enorme possibilità creativa che esso consente.

E’ stato un grande piacere quando il sig Bertoletti, titolare del marchio LEGEND, mi ha aperto la sua officina che si vede nella foto sopra. era la prima volta che entravo da un telaista. Dopo poco che ero entrato ho capito che non ero in una officina ma in una sartoria. Un lavoro concentrato nel silenzio, nell’ordine e nella pulizia che rendono bella una officina tanto da farla sembrare un atelier. Se si esclude la verniciatura, le biciclette LEGEND sono prodotte su un unico pavimento, lì, ad una ad una e su misura. E qui si realizza il miracolo della simbiosi tra impianti industriali e la manualità artigianale che consente una creatività senza limiti. Il sig. Bertoletti, inoltre, è a sua volta un ciclista appassionato e quindi testa le sue creature direttamente. Non sono semplicemente biciclette su misura in base a parametri matematici, ma sono a misura della persona che le userà, una ad una. Inoltre, caso assai raro, produce le bici in acciaio saldato e con le giunzioni, in inox, in titanio, in alluminio e carbonio: tutti i materiali, nessuno escluso e senza preclusioni. Perché tutti i materiali infatti hanno pregi, difetti e utilizzi molto differenziati.

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Ecco una bicicletta in titanio realizzata dall’atelier.

Ringraziamo dell’ospitalità una azienda del made in Italy. Ci sono in giro tanti “made in Italy falsi”, qui non si tratta di questo. L’85 percento della sua clientela è straniera che prende la macchina, l’aereo e quant’altro per venire e farsi fare la bici dal sig. Bertoletti. In Italia abbocchiamo tutti come trote al marketing dietro al quale non c’è quello che ci dovrebbe essere. Questo atelier è ovviamente indirizzato a produrre biciclette di alta gamma, ma questo non significa che siano solo per corridori. Il cliente della LEGEND, può essere una persona qualsiasi che ama andare piacevolmente in bici sulla sua bici, esattamente come quando uno indossa con piacere un vestito su misura che gli sta divinamente.

Cosa scegliere?

Questa è la domanda che tutti si pongono. E’ in verità una delle domande più sbagliate al mondo a meno che non venga dopo un’altra domanda fondamentale: che cosa voglio fare? Stabilito quello ecco quale è il nostro giudizio.

migliori bici gravel 2019

Se si fanno gare, randonnèe, ultracylcing sicuramente l’aspetto prestazionale prevale ed immediatamente consiglio il titanio e il carbonio. Oltre tutto proprio questo genere di competizione ha il merito di stimolare la ricerca sui materiali e le soluzioni più innovative.
Se si fanno passeggiate lunghe, o addirittura viaggi la mia preferenza va per l’acciaio per la sua flessibilità naturale e la resistenza alla fatica che abbiamo spiegato. Se siamo in giro e troviamo un bel sterrato invitante non ci fa paura entrarci: lo dico per l’esperienza di questi anni con la bicicletta che possiedo. Poi anche qui penso che centinaia ci vanno con le bici in alluminio, con bici pieghevoli, e addirittura con MTB in alluminio modificate alla bisogna.

L’alluminio invece lo lascerei per ciò che non è impegnativo proprio per il carattere invecchiante del materiale.
Sono ovviamente giudizi basati sull’esperienza personale che non sono validi per tutti i fisici, per tutte le mentalità e per tutte le persone.
Attendo quindi commenti ed esperienze diverse utili a tutti.

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