Bici sempre più aggressive per corpi sempre meno allenati

17 Ottobre 2022

Bici sempre più aggressive per corpi sempre meno allenati: bel paradosso.

Le geometrie dei telai e i componenti per bicicletta sono sempre più aggressivi. Ma i nostri corpi sono sempre meno adatti a stare in quelle posizioni e su quei mezzi. Mi occupo di visite biomeccaniche dal 2015 e più di 2.000 ciclisti sono passati nei nostri Bikeitalia LAB in questi anni. E guardando l’evoluzione dei mezzi che passano dal nostro studio, mi sono reso conto che la situazione sia sempre più paradossale.

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Bici sempre più aggressive…

Da un lato le biciclette, sia le mtb che le bici da corsa (e purtroppo anche le gravel), presentano geometrie sempre più aggressive. Telai che obbligano il ciclista in posizioni più “sdraiate”, tubi orizzontali più lunghi, selle boost più corte che portano a sedersi in posizioni più avanzate, manubri integrati che riducono la possibilità di regolazione, dislivelli sella-manubrio maggiori, spessori sotto al manubrio sempre più risicati.

Bici sempre più aggressive

Le biciclette presenti sul mercato sono sempre più aggressive, il passaggio dalla bici del ciclista professionista a quella “più comoda” per l’amatore è sempre più marginale. Non è un caso che molti dei ciclisti che si rivolgono a noi per una visita si comprino una bici gravel per poi montarla con trasmissioni e copertoni da corsa. In questo modo hanno a disposizione una bici da strada con geometrie meno impegnative per il loro corpo.

Aerodinamica, leggerezza e prestazione sono le parole d’ordine nel mercato delle bici per amatori.

…per corpi sempre meno allenati

Fino al 2019 i dolori più diffusi tra i ciclisti che si rivolgevano a noi per una visita erano mal di schiena, mal di ginocchia e dolore in sella. Dal 2020 in poi si sono concentrati su mal di mani, mal di collo e mal di schiena.

Perché questa inversione di tendenza? Per colpa del lockdown.

La chiusura forzata, la pandemia, la difficile ripartenza del 2021 (tra zone rosse, gialle e verdi) sta lasciando strascichi importanti. La costanza nell’allenamento, che è la chiave per diventare ciclisti più forti, è stata interrotta bruscamente e moltissime persone non sono ancora riuscite a rientrare in forma. Inoltre il mondo della bicicletta è popolato da persone che non hanno alcuna esperienza come sportivi e che quindi presentano grandi limitazioni a livello fisico.

Non è un caso ma sempre più spesso ci capita di lavorare alla posizione di ciclisti neofiti tra i 50-60 anni, privi di esperienza sportiva, magari in sovrappeso, che però si sono comprati una bicicletta da corsa con geometrie aggressive che non riescono a guidare.

E il trend della sedentarietà, in Italia, non accenna a diminuire.

Come risolvere questo paradosso delle bici sempre più aggressive

Bici sempre più aggressive per corpi sempre meno allenati, questa è la situazione (e il trend) che stiamo vivendo. Un vero e proprio paradosso.

Come possiamo risolverlo?

Non possiamo certo chiedere o costringere le aziende di bici a rivedere progetti e mezzi di produzione ma possiamo agire su ciò che possiamo controllare, ovvero su noi stessi.

Ecco alcuni consigli:

  • Valutare i modelli con cognizione di causa: dovremmo scegliere la bicicletta in base all’analisi delle geometrie, in particolare di reach e stack, che indicano quanto quella bici ci obbligherà ad assumere posizioni “basse e sdraiate”. Se siamo ciclisti evoluti possiamo scegliere bici con reach alto e stack ridotto ma se siamo neofiti dovremmo prediligere bici con telai dallo stack elevato e reach ridotto, che sono più comodi;
  • Scegliere la taglia corretta della bici: moltissimi ciclisti non badano alla taglia o, ingenuamente, si fanno consigliare male da negozianti non preparati (o furbetti, bisogna dirlo). Così si ritrovano a pedalare su bici di taglia sbagliata, che non si possono accomodare. La scelta della taglia giusta è conditio sine qua non per poter godere delle pedalate;
  • Allenarsi anche al di fuori della bici: per poter permettere al nostro corpo di stare nelle posizioni più aggressive proposte dai telai di bici di ultimo modello dobbiamo allenarci anche fuori dalla bici. Curare la flessibilità muscolare e la mobilità articolare. Inoltre dovremmo destinare almeno una seduta a settimana all’allenamento del core, che è fondamentale per essere stabili in bicicletta;
  • Effettuare una visita biomeccanica: la visita biomeccanica permette di accomodare la bici alle caratteristiche fisiche, alle reali capacità motorie e ai propri obiettivi. La visita dovrebbe essere eseguita sulla nostra bici e non su tori meccanici e soprattutto dovrebbe essere svolta da biomeccanici laureati, che abbiano studiato il corpo e il suo movimento.
Bici sempre più aggressive

Concludendo

Siamo sempre più sedentari e meno allenati eppure il mercato non fa altro che proporre biciclette sempre più aggressive e “da sparo”. Per riuscire a tenere il passo dovremmo iniziare a pensare a noi stessi come a degli atleti e non solo dei ciclisti. E quindi iniziare ad allenarci a 360°, per poter diventare più forti, più resistenti e poterci divertire in bicicletta senza dolori.

Commenti

7 Commenti su "Bici sempre più aggressive per corpi sempre meno allenati"

  1. Emanuele ha detto:

    Buongiorno, per favore, sarei interessato ad un vostro parere: cosa ne pensate di eseguire la visita biomeccanica per ricavare le misure del corpo del ciclista da riportare su disegno di un telaio per farsi fare la bicicletta e infine eseguire ancora la visita biomeccanica per ottimizzare la posizione. Grazie.

    Cordiali saluti,
    Emanuele

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Salve Emanuele,

      sicuramente se si vuole realizzare una bici su misura bisogna seguire la procedura che ha descritto: qui trova un nostro articolo dedicato con il calce il link per scaricare l’ebook gratuito alla “Guida alla scelta della taglia della bici” > https://www.bikeitalia.it/le-misure-del-telaio-della-bici/

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  2. Geronimo Costaguta ha detto:

    E’ la verità , sono ciclista , ho cominciato a le quattordici anni , oggi settanta tre , a questa età e’ difíciles prendersi di manera profesionista .

  3. Gabriella ha detto:

    “Se siamo ciclisti evoluti possiamo scegliere bici con reach alto e stack ridotto ma se siamo neofiti dovremmo prediligere bici con telai dallo stack elevato e reach ridotto, che sono più comodi;”
    Non ho capito la differenza.

    1. Manuel Massimo ha detto:

      In quel punto dell’articolo c’è un link interno all’articolo tecnico su “reach e stack” che spiega nel dettaglio che cosa cosa e quali parametri bisogna tenere in considerazione dal punto di vista biomeccanico per la messa in sella.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

    2. Manuel Massimo ha detto:

      Dipende dal grado di allenamento e dalla capacità di tenere una posizione aggressiva in sella per molto tempo: per i neofiti, cioè i meno allenati, sono più adatti telai meno estremi dove si può pedalare in una posizione più comoda; mentre i più allenati che sono alla ricerca della prestazione possono utilizzare anche telai più compatti e reattivi che richiedono una posizione più aggressiva in sella e una forma fisica più prestante.

  4. Carlo ha detto:

    Una bici road attuale è più comoda, a parità di utilizzo, rispetto a una di qualche anno fa. Idem per le MTB, che saranno anche “più basse, più lunghe, più aperte”, ma con piantoni sella più verticali e dislivelli sella-manubrio meno accentuati, per una postura anche in questo caso più comoda e che regala più confidenze nella guida. Per non parlare delle gravel, bici confortevoli e adatte a lunghe distanze.
    Poi se si cercano le bici spiccatamente race, erano estreme anni fa e sono estreme adesso, con una geometria attualizzata (vedi sopra) e materiali/tecnologie progredite – e non poco – nel frattempo.
    Oggigiorno le categoria, di ogni bici, sono aumentate, quindi c’è davvero tutto per tutti, da chi è poco allenato a che vuole emulare i pro.
    Poi c’è il classico vizio italiano di voler emulare i pro o comunque vuole esibire, ma questo è un discorso generale che non interessa solo il ciclismo.

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