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Attrezzatura per meccanico di bici professionista

Attrezzi, Bikelife, Meccanica • di

Sia che siate interessati a innalzare “l’asticella” della difficoltà delle operazioni effettuate sulle vostre bici o ad avviare un’officina tutta vostra, dotarsi dell’attrezzatura adeguata è il primo passo per trasformarsi in veri professionisti. Il mondo della bicicletta è cambiato molto nell’ultimo decennio e le classiche dotazioni dei meccanici di una volta non bastano più. Sempre più spesso, nelle officine ciclistiche, trovano spazi utensili e strumenti un tempo appannaggio di tecnici del motociclismo. Se volete allestire un’officina professionale o portare al “next level” la vostra dotazione, non potete fare a meno di questi strumenti.

Pochi utensili, mirati ma di qualità

Dice il saggio: “per vincere la guerra non serve un esercito enorme bensì uno piccolo ma ben organizzato”. La stessa filosofia va applicata all’attrezzatura per officina professionale: gli strumenti devono essere quelli giusti ma di qualità. L’investimento iniziale può apparire elevato e si è tentati di acquistare prodotti meno costosi ma il ragionamento deve essere più ampio. Usare solo strumenti di qualità ha dei vantaggi evidenti:

Gli utensili durano di più: gli attrezzi di qualità subiscono trattamenti di nitrurazione e cementazione superficiale, che li rendono duri e resistenti. Questo significa che si usureranno meno e dovranno essere sostituiti a intervalli più lunghi, con un risparmio nel corso del tempo;
Sono affidabili: gli utensili giusti lavorano bene, non si piegano, non si spezzano e soprattutto non rovinano le bici (vostre o dei clienti), magari spanando le impronte dei bulloni o scheggiando la vernice;
Sono progettati per quel lavoro: alcune operazioni di manutenzione ciclistica sono decisamente specializzate e oltre a una dose di manualità molto elevata, richiedono procedure particolari. Gli utensili per bici sono progettati per svolgere solo alcune operazioni e alleggerire il lavoro del meccanico, diventando così gli strumenti adatti per passare da “stringibulloni” o professionisti del settore;

Il consiglio è dunque quello di scegliere solo attrezzi progettati e commercializzati da aziende specializzate in utensili per biciclette. L’investimento può essere alto ma mai come in questo caso vale l’adagio “chi più spende meno spende”.

1: Set completo chiavi a coni

Pro_1

Le chiavi a coni servono per agire sugli intagli presenti sui coni dei mozzi ed effettuare così la regolazione. Purtroppo, se si vuole lavorare su più bici (dalle city bike alle mtb da DH), bisogna dotarsi di un set completo, che almeno contempli le seguenti misure: 13-14-15-16-17-18-19-20-22-23-24-26-28. Sarebbe meglio dotarsi di due set completi, poiché spesso i mozzi presentano le stesse dimensioni su entrambi i lati;

2: Pinze a becchi e per seeger

Pro_2

Le pinze a becchi e quelle per seeger sono diventate sempre più comuni nelle officine, grazie alla diffusione dei sistemi press-fit. Infatti alcuni modelli di centrali press-fit sono mantenuti in posizione da dei seeger che si fissano su cave presenti nella scatola del movimento. Inoltre le pinze a becchi sono indispensabili per effettuare le manutenzioni più avanzate a forcelle e shox posteriori;

3: Presse per serie sterzo e movimenti centrali

Pro_3

La diffusione dei movimenti centrali press-fit ha fatto sì che per montare le calotte sia stato necessario dotarsi di presse apposite. Le presse sono costituite da un albero filettato sul quale si calettano le due calotte maschio che permettono il fissaggio per interferenza dei movimenti centrali.

Pro_4

Se avete un po’ di mestiere con il tornio ve le potete costruire da soli, come ho fatto io (anche per molti altri attrezzi). L’importante è dotarsi di una pressa da ø24 per i movimenti Press-fit Shimano, di una da ø30 per i Press-Fit BB30 e PF30 e da delle presse apposite per le serie sterzo;


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4: Chiave metrica per impianti freno a disco

Pro_5

Una chiave indispensabile per serrare i raccordi di fissaggio dei tubi degli impianti freno idraulici. La speciale conformazioni fa in modo che la chiave non possa scappare (al contrario di una chiave inglese tradizionale). In questo modo è più facile serrare i raccordi (che vanno bloccati con forza) senza il rischio di spanare l’innesto o di farsi male;

5: Inseritore ragnetto

Pro_6

Un attrezzo che velocizza e semplifica l’inserimento del ragnetto nei tubi forcella in alluminio per serie sterzo ahead (non filettate). Ne esistono numerosi modelli, alcuni pensati per un uso occasionale e altri per uso intenso e continuativo;

6: Inseritore pista di scorrimento

Pro_7

Altro utensile indispensabile, serve per installare la pista di scorrimento inferiore sulla testa della forcella. Anche qui, come ho fatto io, se avete dimestichezza con il tornio potete costruirvele partendo da dei tubi industriali in acciaio. L’importante è avere tutte le misure disponibili, quindi 1″, 1 1/8″, 1 1/4″ (rara ma può capitare) e 1,5″, per serie sterzo coniche di ultima generazione;

7: Seghetto e lame

Pro_8

I tubi delle forcelle per serie sterzo ahead arrivano sempre più lunghi del necessario. Per questo è bene per prima cosa prendere la misura del cliente, valutando l’altezza del manubrio in base alle esigenze biomeccaniche e poi effettuare il taglio.

Pro_9

Dato che le forcelle possono essere in alluminio è bene dotarsi di due lame: una in metallo per alluminio e acciaio e una in carburo di tungsteno per il taglio della fibra di carbonio ed eventualmente del titanio;

8: Guidalama

Pro_10

Per effettuare un taglio preciso e diritto del tubo forcella è necessario usare un guidalama. Si tratta di un supporto specifico che va fissato nella morsa da banco e che permette di bloccare il tubo forcella. Dopodiché s’inserisce la lama in un intaglio preciso, che permette di tagliare diritti e con facilità. E’ l’unico strumento adatto per questo lavoro, non usate assolutamente i tagliatubi da idraulico, perché tendono a schiacciare il materiale;

9: Pulitore per freni a disco

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Se volete effettuare qualunque manutenzione sui freni a disco, dovete assicurarvi di pulire bene da sporco, oli e grassi che possano contaminare le pastiglie. Per questo bisogna usare dei prodotti appositamente pensati per i freni a disco, che hanno la capacità di rimuovere lo sporco senza inquinare il ferodo delle pastiglie (situazione molto sensibile nelle pastiglie organiche);

10: Kit di spurgo Shimano

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Lo spurgo dell’aria è una delle manutenzioni più comuni negli impianti freno a disco. Si tratta di un’operazione che può sembrare complicata in apparenza ma che poi diventa automatica e semplice da fare. Per poterla mettere in opera è importante avere i kit di spurgo idonei e purtroppo quelli universali lasciano il tempo che trovano: meglio acquistare quelli specifici per ogni marca. Shimano ha un suo kit, che è la risorsa migliore per effettuare spurghi corretti e affidabili, oltre che garantibili al cliente.

Pro_13

Si compone di un bicchierino da fissare sulla leva, di una siringa per spurgare la pinza e di un sacchetto per raccogliere l’olio del tubo, oltre a vari distanziali per bloccare i pistoni interni.

Pro_14

E’ inoltre importante avere una buona riserva di olio minerale Shimano per effettuare i rabbocchi;

11: Kit di spurgo Avid/Formula

Pro_15

Come dicevamo, i kit di spurgo si differenziano da casa a casa. Per questo è importante avere un kit dedicato per ogni modello di freni, soprattutto perché tra Shimano, Avid e Formula varia anche il fluido idraulico utilizzato. Se Shimano usa un olio minerale proprietario, Avid usa il DOT 5.1 mentre Formula il DOT4. Per non confondere e mischiare gli olii, cosa davvero dannosa, è bene avere tre kit differenti con tutti gli attrezzi dedicati. io ho preso tra astucci da scolaro e in ciascuno ho inserito un kit, comprese le chiavi per agire sulle viti. In questo modo sono sempre sicuro di avere tutto pronto sottomano e di non mescolare i prodotti;

12: Calibro per controllo forcellino

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Utensile indispensabile per controllare l’allineamento del forcellino posteriore dopo una caduta o per risolvere i problemi legati a una regolazione impossibile del deragliatore posteriore;

13: Chiavi dinamometriche

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Alzare il livello della propria professionalità significa avere a che fare sempre più con componenti in fibra di carbonio. Con questo materiale è bene non scherzare e fare le cose con tutti i santi crismi del caso. E’ molto importante infatti serrare con la giusta forza le viti, perché un serraggio troppo elevato potrebbe dare vita a una cricca, che comporterebbe una rottura di schianto pericolosa per il cliente. Per evitare questo spiacevole inconveniente è bene usare sempre la chiave dinamometrica, per controllare la coppia di avvitamento delle viti.

Pro_18

Potete acquistare quelle classiche a cricchetto, comprensive di bussole di varie dimensioni (almeno 3/4/5/6 a brugola e Torx T10-T25 e T30) oppure quelle pratiche già precaricate, che sono ottimali da portare con sé se effettuate assistenza in gara;

14: Kit per cablaggio cavi interni

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Lo spostamento dei cavi cambio e freno all’interno del telaio ha da una parte reso ancora più belle ed esteticamente pulite le biciclette ma ha complicato decisamente la vita dei meccanici. Chi ha provato a far passare un cavo in un telaio senza guida lo sa bene quanto tempo, pazienza e parolacce a mezza bocca servano per completare l’operazione. Per rendere tutto più pratico conviene dotarsi di un brillante sistema targato Park tool, che consente di far passare i cavi con facilità. Infatti è dotata di guide e di magneti che permettono al cavo di seguire facilmente il percorso, cablando così in pochi minuti anche la bici pià difficile;

15: Chiave per raggi piatti

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I raggi piatti, detti anche “aero”, sono ormai molto diffusi, soprattutto sulle ruote di alta gamma. Per evitare che si torcano è indispensabile utilizzare la chiave apposita, che consente di mantenerli in posizione mentre si avvitano i nippli. Da evitare assolutamente soluzione alternative come le tenaglie ricoperte di nastro isolante e accozzaglie similari;

16: Tiraraggi

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Per lavorare seriamente su tutte le ruote in commercio bisogna dotarsi di una serie di tiraraggi, in grado di coprire tutte le misure. Per questo si dovranno acquistare tiraraggi specifici per ruote Mavic, DT Swiss, Shimano e Campagnolo, oltre a un altra serie di tiraraggi per nippli standard di varie dimensioni;

17: Centraruote

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Non esiste meccanico di bici al mondo che non abbia un centraruote sul banco di lavoro. E’ infatti indispensabile per centrare le ruote in modo rapido e professionale. Se siete home mechanics potete acquistare centraruote amatoriali a prezzi più bassi ma se avete un’officina, dovete dotarvi di un attrezzo professionale. Aggiungeteci poi una solida base di sostegno, i comparatori per il controllo degli spostamenti e tutta una serie di adattatori per poter installare ruote con mozzi Boost o ad asse passante da 12,15 o 20mm;

18: Dima di campanatura

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Attrezzo che va di pari passo con il centraruote, serve per verificare che il cerchio si trovi perfettamente in mezzeria con il mozzo. Una situazione differente potrebbe rendere impossibile l’installazione della ruota sul telaio;

19: Tensiometro

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Il tensiometro è, nella mia opinione, la chicca che differenzia un meccanico professionale da uno improvvisato. E’ infatti un accurato strumento di misura della tensione dei raggi, che permette di diagnosticare eventuali problemi alla ruota, piegamenti inaspettati dei raggi e anche di controllare che la tensione sia perfettamente distribuita. E’ l’attrezzo adatto per costruire e centrare ruote destinate a durare. Il tensiometro infatti permette di conoscere lo sforzo di trazione cui è sottoposto ogni singolo raggio.

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Per farlo ci si deve munire di centraruote, tiraraggi e della tabella di conversione. Infatti il tensiometro offre un’indicazione numerica adimensionale, che andrà poi convertita in espressione di kgf attraverso la tabella specifica. La tabella è diversa a seconda dei raggi (piatti, tondi), del materiale di costruzione (acciaio, alluminio, carbonio, titanio) e del tipo di raggiatura. Quindi prima di usare il tensiometro si deve essere certi di possedere queste informazioni.

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Dopodiché si dovrà posizionare il tensiometro sul raggio e verificare il valore letto, per poi tradurlo in kgf. Si dovranno passare in rassegna tutti i raggi, per verificare che non ve ne siano alcuni con valori molto distanti;

20: Pressa per mozzi

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Un utensile molto costoso ma che permette di lavorare su tutti i mozzi a cuscinetti industriali, per poterli sostituire. La pressa offre infatti la possibilità di estrarre i cuscinetti dalle sedi e di inserire per interferenza quelli nuovi. Il meccanico che ha la possibilità di sostituire i cuscinetti ai mozzi diventerà un punto di riferimento, perché altrimenti l’unica alternativa è la sostituzione del mozzo, con costi spropositati;

21: Attrezzatura per sospensioni

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Saper mettere mano alle sospensioni ed effettuare le manutenzioni ordinarie e avanzate deve far parte del bagaglio tecnico di ogni meccanico di bici. Che si tratti della revisione ordinaria dei foderi, della sostituzione di spugnette e raschiapolvere o di manutenzioni avanzate come l’air service o la sostituzione dell’idraulica, servono utensili molto specifici.

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Infatti bisogna acquistare specifici estrattori, che servono per ribattere gli steli e sganciarli dai foderi. Poi servono delle presse manuali idonee per installare i raschiapolvere e ognuna deve essere adatta a ciascun diametro (32-34-36 e 40mm).

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Le differenze variano da modello a modello, anche all’interno della stessa casa produttrice, per cui il mio consiglio è di acquistare i kit proposti dalle stesse case oppure di costruire di volta in volta l’attrezzatura necessaria.

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Molto utili e a volte indispensabili sono gli uncini e le punte, che permettono di estrarre le spugnette e i seeger all’interno delle sospensioni ed effettuare così le manutenzioni più complesse;

22: Frese manuali

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Si tratta di attrezzi che erano molto diffusi al tempo in cui le bici erano tutte d’acciaio. Ora sono sempre meno i meccanici che le posseggono ma secondo me sono imprescindibili. Parlo delle frese manuali, che servono per sfacciare le parti del telaio che vanno a contatto con componenti fissi o rotanti. Le frese più comuni sono quelle per la scatola del movimento centrale, il cannotto di sterzo, la testa della forcella e per i supporti delle pinze dei freni a disco;

23: Filiere e maschi

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Altro attrezzo che sta sparendo (poiché le filettature sono sempre meno) sono le filiere e i maschi. Si tratta di utensili che consentono di filettare o ripassare i filetti delle biciclette. Una dotazione completa ha un costo non banale ma anche qui fa la differenza: sono sempre meno i meccanici in grado di ripassare i filetti danneggiati. Se dovete effettuare l’investimento, allora dovete acquistare la filiera per i movimenti centrali e per i tubi forcella filettati e i maschi per pedivelle, portaboraccia, forcellino posteriore e fissaggio dei freni a disco. Mi raccomando, acquistate anche i maschi per i filetti ITA;







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