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Adattare le misure della bici alle proprie esigenze

Bici, Bikelife, Setup • di

regolare la bici può rivelarsi un lavoro lungo e certosino!

regolare la bici può rivelarsi un lavoro lungo e certosino!

Avete letto con attenzione le guide sul setup della bici, siete stati precisi nel prendere le vostre misure antropometriche? Avete usufruito dei tool di calcolo e avete ricavato le misure della bicicletta, che avete poi riportato regolando il mezzo con fare certosino, eppure sentite che la bicicletta non è ancora vostra, che quel comfort tanto sperato non è arrivato? Non disperate, non è detto che abbiate sbagliato qualcosa, può darsi che facciate parte dell’80% della popolazione mondiale che non è perfettamente proporzionata. Per questo le misure che avete calcolato andranno adattate per bilanciare eventuali “disallineamenti” del vostro busto o delle lunghezze dei vostri arti sproporzionate rispetto al busto.

Indice
Dolori alle braccia
Dolori alla schiena
Ricerca del comfort
Ricerca di aerodinamicità
Problemi di sovrappeso
Ricerca della velocità
Postura in bici per lunghe percorrenze
Migliorare la reattività di frenata
Concludendo

Dolori alle braccia

Quando vi mettete in sella sentite che la posizione delle mani sul manubrio non è perfetta. Arrivare alle leve freno è difficile oppure avviene il contrario, vi sentite lunghi e non siete sicuri sulla presa e sulla reattività della vostra frenata. Può anche capitare di avvertire intorpidimento o formicolio alle mani o ai polsi, per via della posizione che mantiene costantemente in tensione la muscolatura. Questo genere di problemi è frequente nei normolinei, come me, e anche nei longilinei, che hanno bisogno di attacchi manubrio più lunghi per compensare la proporzione busto-braccia.

Se rientrate dunque nella categoria dei brevi o longilinei, dovete adattare le misure calcolate in precedenza alle vostre proporzioni. La prima cosa che viene in mente è quella di diminuire la distanza tra sella e manubrio ma sarebbe un errore, poiché questa misura influisce sul lavoro della schiena e sull’aerodinamicità della posizione.
Dovete invece agire sullo scarto tra sella e manubrio, effettuando i seguenti microaggiustamenti:

Brevilinei: diminuire lo scarto sella e manubrio;
Longilinei: aumentare lo scarto sella e manubrio.

In caso di serie sterzo ahead, i primi potranno inserire un distanziale in più sotto l’attacco del manubrio, sempre che il tubo della forcella lo permetta. I secondi invece dovranno spostare uno o più distanziali inferiori all’attacco nella parte superiore, abbassando così lo stem e aumentando lo scarto. Prima però di agire sui distanziali, provate a rovesciare il montaggio dello stem: infatti questo non è speculare, bensì può essere montato in positivo (guadagnando qualche millimetro) o in negativa (ovvero abbassandolo). A volte basta questo piccolo accorgimento per arrivare a un comfort migliore.
In caso di pipa classica bisogna agire sull’escursione dell’attacco oppure acquistarne una di lunghezza differente.

Dolori alla schiena

Il calcolo matematico delle regolazioni della bicicletta è un procedimento asettico che non tiene conto dei nostri livelli di preparazioni fisica e delle nostre cosiddette proprietà genetiche. Una su tutte: la mobilità articolare e la flessibilità dei nostri muscoli. Io e un mio amico biker abbiamo più o meno le stesse misure antropometriche, guidiamo una mtb front da 26” e abbiamo la stessa condizione atletica. Eppure, se ci vedeste girare assieme, notereste che io sto più basso sulla bici di lui. Questo è dovuto essenzialmente alla mobilità dei muscoli della schiena, che mi permettono di abbassarmi sull’orizzontale e acquisire un’impostazione più corsaiola, mentre lui deve girare più eretto (e questo dipende dal fatto che io faccio stretching tutti i giorni, lui non vuole nemmeno saperne). Se per esempio lui dovesse girare con la mia bici, anche se le misure di regolazione sono molto simili a quelle dalla sua mtb, dopo poco tempo accuserebbe un fastidio ai lombari.

Per cui se quando girate sulla bici sentite dolore alla schiena oppure accusate tensione ai lombari nei giorni seguenti, dovete mettere mano alla bici. Anche qui la prima cosa da fare sembrerebbe quella di modificare l’altezza di sella o l’escursione del manubrio ma non è così. L’altezza di sella è un punto fisso, che non dovete modificare se non volete incorrere in pedalate poco proficue, mentre l’escursione del manubrio è da modificare se avete problemi alle braccia e non alla schiena.

Dovete invece lavorare sulla distanza sella manubrio e non avanzando o arretrando di più la sella (altrimenti spostereste la posizione del ginocchio, stravolgendo il vostro tipo di pedalata) bensì cambiando l’attacco manubrio. Infatti in commercio esistono attacchi che hanno lunghezze dai 60mm ai 120mm, per cui basterà acquistarne uno più corto o più lungo per aumentare o diminuire la distensione della schiena.

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Ricerca del comfort

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osservate come al solo variare di poco delle misure della bici cambi completamente l’impostazione in sella

osservate come al solo variare di poco delle misure della bici cambi completamente l’impostazione in sella

Avete effettuato un’uscita lunga con la vostra bici regolarmente settata, eppure avete sentito di non avere quel feeling che immaginavate? Oppure vi siete accorti di avere dato un’impostazione troppo “race” alla bicicletta, che vi costringe stare “giù a uovo” per troppo tempo?
In questo caso avete due opzioni:
• Nel primo caso potete rivedere il coefficiente aerodinamico con il quale avete calcolato la distanza tra sella e manubrio. Può darsi che abbiate scelto un coefficiente troppo elevato per voi, che penalizzi la comodità a favore dell’aerodinamicità;
• Se invece il coefficiente scelto vi soddisfa, allora dove agire su più punti, accorciando la distanza tra sella e manubrio optando per un attacco più corto e montandolo in positivo o aggiungendo un distanziale al di sotto, per alzarlo quel tanto che basta per acquisire una postura più eretta e quindi più cicloturistica.

Ricerca di aerodinamicità

Se al contrario avete usato un coefficiente aerodinamico elevato, avete settato la bici per esprimere il massimo della potenza e per tagliare l’asfalto come una palla da biliardo sul panno verde ma sentite che qualcosa non va, allora dovete dare una sterzata ancora più aggressiva alla regolazione della vostra bici.
Potete dunque agire nel modo opposto a quello del paragrafo precedente, montando in negativo lo stem e acquistando uno più lungo, per “sdraiarvi” meglio sul tubo orizzontale. Cercate sempre il giusto compromesso, poiché un’aerodinamicità spinta affatica notevolmente i muscoli poiché li costringe in posizione forzata per molto tempo.

State poi molto attenti se state spingendo le geometrie della vostra mtb: un’impostazione con il peso troppo incentrato sul manubrio può far diventare instabile la bici e portare al ribaltamento sulle discese ripide!
Vi ricordo inoltre che non ci si può spingere troppo con le regolazioni e che esse sono sempre rapportate tra loro alla ricerca di un equilibrio che si può esasperare ma non rompere. Infatti, è una buona norma tenere il rapporto tra svettamento sella ed escursione manubrio compreso tra i valori 1,2 e 1,7.

Problemi di sovrappeso

Non c’è da vergognarsi, le rotondità addominali (le famose maniglie dell’amore) sono un problema che affligge la metà dell’umanità mondiale (ovvero tutti gli uomini). Nel ciclismo è ancora più antipatica, perché ha un effetto cuscinetto tra la sella e il movimento delle gambe, che impedisce di acquisire posture più aerodinamiche. Prima però di mettervi a digiuno o pensare alla liposuzione, regolate la bici in modo che possa colmare questo vostro “surplus”. Per farlo dovete semplicemente stare più eretti sulla sella, utilizzando gli stessi accorgimenti tecnici indicati nel paragrafo sulla ricerca del comfort. Una volta che vi sarete asciugati per bene il fisico potrete spingere di più e regolare la bici con impostazioni più aggressive.

Ricerca della velocità

Se il vostro fine ultimo è la velocità in gara, allora potete aggiustare le regolazioni della bici per prediligire una postura che vi aiuti ad essere più aerodinamici ma anche ad aumentare la velocità esprimibile. Per farlo potete seguire tre strade, ognuna delle quali può essere percorsa singolarmente oppure si possono seguire tutte e tre assieme per potare la bici all’estremo (senza esagerare):

• Adottare un’impostazione più corsaiola, come spiegato in precedenza;
• Diminuire l’arretramento della sella. In questo modo, quando la pedivella si troverà parallela al terreno, il vostro ginocchio sarà più avanzato. Un ginocchio in questa posizione permette di esprimere meglio la forza sui pedali e quindi aumentare la frequenza di pedalata. Ovviamente questo tipo d’impostazione comporta una postura più scomoda e meno sopportabile (i ciclisti che tentano il record dell’ora usano spesso il ginocchio avanzato);
• Scegliere una pedivella più corta, in modo da poter prediligere la velocità, in quanto la circonferenza descritta dai pedali e minore e quindi s’impiega meno tempo a percorrerla, aumentando così la frequenza di pedalata;

Postura in bici per lunghe percorrenze

Se siete granfondisti, randonneurs, ultracyclist oppure semplici cicloturisti dai chilometraggi giornalieri elevati, avete necessità di un mezzo che sia confortevole e lo sia per parecchie ore. In questo caso, visto che l’aerodinamicità spinta non è il fine ultimo, si può agire in questo modo, dipende dal tipo di ciclismo praticato.

Ciclisti che partecipano a gare (granfondo, ultrarace, endurance):
• Dare alla bici un’impostazione aerodinamica aumentando comunque lo scarto sella manubrio e la distanza tra i due;
• Arretrare leggermente la sella e scegliere un attacco più corto (per mantenere le proporzioni di distanza e scarto). In questo modo, quando la pedivella sarà parallela al terreno, il ginocchio si troverà più arretrato. Questa posizione diventa più confortevole, poiché costringe il busto a stare più eretto;
• Valutare bene la lunghezza delle pedivelle in base alle necessità: più lunga aumenta la forza esprimibile a scapito della velocità, più corte comportando frequenze di pedalata maggiori (utili su percorsi con dislivelli elevati) ma diminuiscono la forza che si può trasmettere.

Ciclisti senza l’assillo del tempo (cicloturisti e randonneurs):
• Privilegiare una regolazione più confortevole della bicicletta;
• Arretrare la sella come nell’esempio precedente;
• Scegliere una pedivella più lunga. In questo modo si andrà più lenti ma si dovrà applicare meno forza sul pedale per vincere la forza resistente della guarnitura e mettere in rotazione le masse della bicicletta. Così facendo si potrà diminuire l’affaticamento muscolare e il dispendio energetico.

Ciclisti alla ricerca dell’esplosività allo sprint
Siete “stradisti” e amate vincere in volata? Allora potete scegliere un manubrio leggermente più ampio di quello per voi. In questo modo il braccio di leva tra l’attacco manubrio e il punto di appoggio delle mani aumenterà, aumentando di conseguenza la forza esprimibile con le braccia sul manubrio, oltre a una certa maggiorazione del controllo della bici nelle situazioni limite. Ovviamente non bisogna esagerare per non perdere le proporzioni. Sarebbe buona norma scegliere un manubrio di una misura subito più grande della propria.

Migliorare la reattività di frenata

E’ un aspetto che interesserà molto i mountain biker. Infatti la mtb è uno sport dove bisogna essere sempre pronti a “pinzare” se serve. Aumentare la reattività di frenata significa rendere più accessibili alle nostre mani le leve freno, diminuendo il tempo necessario per afferrarle e frenare. Inoltre possiamo agire sulle prossime regolazioni per colmare dei nostri difetti come scarsa mobilità del polso, problemi ai palmi della mani, infiammazioni tendinee. Bisogna infatti agire su tre regolazioni:

Distanza delle leve dal manubrio: più le leve sono vicini, meno tempo ci vorrà per raggiungerle;
Inclinazione leve: delle leve troppo inclinate diventano difficili da raggiungere e costringono il polso a estensioni notevoli, affaticandolo;
Distanza dalla fine del manubrio: la posizione delle leve deve essere proporzionata con la larghezza della nostre mani. Delle leve troppo interne saranno difficili da raggiungere, troppo esterne invece potrebbero impacciare i movimenti.

Concludendo

Questi che avete letto sono consigli e non vanno presi come leggi divine. L’equilibrio uomo-bicicletta è molto delicato e condizionato da un’infinità di fattori. Il mio consiglio è di provare e riprovare, di non aver paura di sbagliare e, mai come in questo caso, ascoltare il vostro corpo. Il dolore è la spia che il corpo usa per dire che qualcosa non va, non è solo un fastidio da curare a suon di antidolorifici. Per cui fate sempre attenzione alle vostre sensazioni e domandatevi se vi state sentendo comodi, se invece sentite che state forzando o che al contrario non stiate dando il massimo e agite di conseguenza. Non ascoltate nessuno che non sia il vostro corpo, non fatevi ingannare dalle leggende metropolitane o da qualcuno che afferma di conoscere tutto sulla posizione perfetta.

Se proprio non riuscite a trovare una quadra forse è il caso di valutare una visita da un biomeccanico, che grazie a macchine apposite potrà misurare le vostre quote antropometriche, analizzerà la vostra postura e pedalata e vi consiglierà come trovare la posizione perfetta per voi.





2 Risposte a Adattare le misure della bici alle proprie esigenze

  1. Mileto maurizio ha detto:

    Salve , io sono alto 164 cm ed ho una bici bdc
    Ed ho problemi alla schiena.
    Ho una wilier mis S

  2. fabio ha detto:

    salve,ho misure biomeccaniche,come “aggiusto” l'”attacco” pipa di un centimetro piu’ lungo della mia piega ahead?,grazie

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